Ritiro Salva Roma: l’ira del Sindaco Marino che minaccia il blocco della città

Ignazio Marino (Getty Images)
Ignazio Marino (Getty Images)

Cresce lo sconforto del Sindaco di Roma Ignazio Marino che in un’intervista rilasciata al programma radiofonico Mix24, illustra in maniera estrema le ripercussioni del ritiro del decreto Salva Roma dalle Milleproghe approvato ieri dal Senato: “Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici del palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani non potranno girare” ha affermato il sindaco della Capitale spiegando che non potrà pagare gli stipendi a migliaia di dipendenti pubblici.

“Sono veramente arrabbiato anche i romani sono arrabbiati e hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi, qui bisogna ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico, ma si può continuare a governare così la Capitale? Non è più il periodo delle chiacchiere, è il periodo dei fatti” ha poi aggiunto il Sindaco criticando le motiviazioni di alcuni politici che hanno contribuito a respingere il decreto.

“Si è mai sentito a Washington o a Parigi qualcuno che dice speriamo venga Nerone a bruciare la Capitale? Così direbbero i francesi o gli inglesi della loro Capitale?” s’interroga Marino che poi torna a chiedere al Governo “strumenti legislativi per poter risanare una volta per tutte, io non chiedo soldi. Quello che la stampa chiama Salva Roma altro non è che i soldi dei romani che devono essere restituiti ai romani. Ce li devono ridare. Voglio governare responsabilmente questa città”.

“Io sono stato eletto e non ci metto la faccia. Significa che il governo deve dire con chiarezza ti diamo gli strumenti” ha rilanciato il Sindaco che in merito a possibili dimissioni conclude che “se si tratta del fatto che il mese prossimo debbo non pagare gli stipendi, vendere l’Acea, fermare il trasporto…allora sì, io non faccio il commissario liquidatore”.

Il Sindaco raggiunto dall’Ansa, all’ingresso del Campidoglio ha sottolineato che “non si può continuare a parlare e a presentare e ritirare decreti. Non è un gioco ma la Capitale d’Italia. Non è più tempo delle parole ma dei fatti. E siamo già in ritardo col tempo dei fatti”.
In merito al presidente del Consiglio Matteo Renzi, Marino ha detto di non aver bisogno di sentire Renzi dichirando di essere “sicuro che questa mia preoccupazione sia anche sua. Roma è la Capitale del paese di cui Matteo Renzi è presidente del Consiglio”.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Ritiro Salva Roma, Marino: mi mettano in condizione di governare la città