Ucraina, Yanukovich in conferenza stampa: “Non parteciperò alle elezioni di maggio perché incostituzionali”

Ex presidente ucraino Viktor Yanukovich (Getty images)
Ex presidente ucraino Viktor Yanukovich (Getty images)

Il presidente ucraino deposto Viktor Ianukovich in una conferenza stampa da Rostov in Russia, dove è in esilio, torna a parlare dell’incostituzionalità del governo ad interim stabilito in Ucraina.

Ianukovich ha chiesto che sia rispettato l’accordo firmato con i leader dell’opposizione con la mediazione europea e chiede delle risposte ai partner occidentali sottolineando che se non viende rispettato ne sarà responsabile l’Occidente in quanto l’accordo è stato concordato con le parti e le istituzioni europee.
“Io continuerò a lottare” ha detto Yanukovich aprendo la conferenza stampa con al suo fianco il vicedirettore di Itar-Tass Mikhail Gusman.

In merito al congelamento dei suoi beni e della condanna sui crimini, Ianukovich ha replciato di “non credere che nessuna persona può rallegrarsi per i fatti di Kiev”.
Il presidente ha fatto parte del suo stato di animo e quello dei suoi collaboratori anche per il caos che ora regna in Ucraina.
“La Crimea deve continuare a fare parte dell’Ucraina” ha detto in modo categorico Yanukovich affermando che “la situazione nella regione è una reazione naturale al colpo di stato messo in atto dai banditi”.

Per questo, l’ex presidente lancia un appello alle parti affinché sia messo un fine a questo caos chiedendo loro di fare un passo indietro.
Per quanto riguarda Yulia Timoschenko, l’ex presidente afferma di non sapere quale sarà il suo destino. In merito alla causa penale, Ianukovich ricorda che “la Timoschenko è stata condannata da un tribunale e le sue condizioni in carcere erano esclusive ed eccezionali. La sua liberazion oggi è una questione giuridica. Non ho mai augurato nessun male alla Timoshcenko, ma quell’accordo che aveva firmato con la Russia aveva portato a più di 20 mila miliardi di perdite aggravando la condizione di tutti i cittadini ucraini. E’ un fatto reale e la corte ucraina ha già risposto a questa domanda”.

“Le leggi approvate al Parlamento non sono riconsiucte da me in quanto non le ho firmate e questo è l’atto giuridico che dimostra che io sono ancora il presidente in atto. Se quando ero in carica avessero presentato degli atti di accusa avrei affrontato le accuse. Ma in questo caso non le riconosco” ribadisce Ianukovich che poi “la Russia in merito agli accordi stabiliti ha il diritto di agire”.
“Conosco molto bene il carattere del presidente Putin e mi meraviglio che non abbia ancora reagito in modo chiaro e preciso a quello che succede in Ucraina” prosegue Ianukovich che prima aveva spiegato come che ancora non si è incontrato con Putin “ma gli ho parlato al telefono dopo essere arrivato in Russia, grazie ad alcuni ufficiali patrioti che mi hanno aiutato a salvare la vita, e ci siamo accordati di vederci quando sarà possibile”. Yanikovich ha precisato che non intende chiedere alla Russia d’intervenire militarmente e che tornerà in Ucraina con la sua famiglia solo quando saranno garantite le giuste condizioni di sicurezza.

Infine, l’ex presidente rispondendo all’uso delle armi dichiara di aver sempre voluto risolvere la questione in modo pacifico e di non aver mai dato l’ordine alle milizie di sparare. “Solo quando i poliziotti sono stati attaccati, questi ahnno risposgto al fuoco”, precisa Yanukovich.

Redazione


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