Beppe Grillo: “Oggi l’Ucraina, e domani?”

Beppe Grillo (Getty images)
Beppe Grillo (Getty images)

Intervenendo sul suo blog in merito alla crisi ucraina, Beppe Grillo ha sostenuto: “A furia di incidenti, di guerre provocate ad arte, di primavere improbabili, come quella fasulla in Libia, o come in Egitto dove ora comandano i militari dopo un colpo di Stato nel silenzio più assoluto delle cosiddette democrazie, a furia di nazioni usate come terreno di scontro di interessi internazionali a colpi di bombe e di disinformazione, come in Siria, la situazione potrebbe sfuggire a tutti di mano. Potrebbe scoppiare un incendio che brucia la casa come può succedere a un bambino che gioca con i fiammiferi”.

Grillo porta come esempio l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo, episodio che diede il via alla Prima Guerra Mondiale e avverte: “In Ucraina sta succedendo qualcosa di grave, le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Un governo odiato da una parte della popolazione e amato viceversa dagli ucraini russofoni, circa 14 milioni contro 32 milioni di ucraini, è stato deposto con la forza, dalla piazza. Il presidente Viktor Yanukovich, eletto in regolari elezioni, non un dittatore in termini politici, è fuggito in Russia ed è sotto la protezione di Putin”.

“La Crimea, per i russi è russa, ancorché ceduta da Krusciov all’Ucraina nel 1954 quando era ancora in vita l’Unione Sovietica. A Sebastopoli sono presenti, grazie a un accordo tra i due governi, circa 15.000 militari della Marina russa”, ribadisce il portavoce nazionale del Movimento 5 Stelle, ricordando: “Il parlamento della Crimea è stato occupato da forze fedeli a Yanukovich che ha dichiarato di considerarsi comunque il presidente dell’Ucraina. Putin ha ordinato la più importante esercitazione militare sul fronte occidentale dalla caduta del Muro, ai confini ucraini, che coinvolgerà 150.0000 militari. Obama ha dichiarato che ci saranno ‘conseguenze’ per queste azioni”.

In questa situazione, “l’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due vasi di ferro, Russia e Stati Uniti, prigioniera delle sue divisioni”. Sottolinea Grillo che in Ucraina “si è affermato il principio che un governo eletto in libere elezioni può essere rovesciato non da nuove elezioni, come sarebbe normale in democrazia, ma dalla piazza armata”. Il blogger genovese si chiede infine: “Oggi l’Ucraina e domani? Quali altre piazze? Quali altre ‘primavere’?”.

Redazione online