Cgia Mestre contro nuova Tasi: “E’ una stangata da un miliardo di euro”

Soldi (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
Soldi (PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

L’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha reso noti oggi i dati rispetto al costo per le imprese italiane della nuova Tasi; secondo quanto sostiene l’associazione di artigiani e piccole imprese, la ricaduta in termini economici sarà di circa un miliardo di euro.

Ha spiegato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia: “Alla luce delle difficoltà finanziarie in cui versano moltissime Amministrazioni comunali, questa situazione costringerà molti Sindaci ad applicare un’aliquota sugli immobili strumentali ben superiore a quella base. Di conseguenza, il prelievo che graverà sugli oltre quattro milioni e quattrocentomila unità immobiliari ad uso produttivo sarà sicuramente superiore al miliardo di euro inizialmente stimato dal nostro ufficio studi”.

Spiega il centro studi: “L’aliquota massima IMU più Tasi sulle abitazioni diverse da quella principale e sugli immobili strumentali potrà arrivare all’11,4 per mille. Se teniamo conto che l’aliquota Imu media applicata a livello nazionale nel 2012 (il dato 2013 non è ancora disponibile) sugli immobili destinati ad uso produttivo è stata del 9,33 per mille, si deduce che l’aliquota Tasi del 2,07 per mille costituisce, nel nostro secondo caso, la soglia massima applicabile agli immobili strumentali. Infatti, corrisponde alla differenza tra l’11,4 per mille e il 9,33 mille”.

Da qui l’allarme di Bortolussi: “In questa seconda simulazione, l’aumento potrebbe superare addirittura i due miliardi di euro. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un caso limite puramente teorico, tuttavia di una cosa siamo certi: il prelievo della Tasi su negozi, uffici e capannoni supererà il miliardo di euro”. Il segretario della Cgia fa infine appello al governo Renzi affinché “prenda atto della situazione e intervenga subito per modificare gli effetti della Tasi sulle attività produttive”.

Redazione online