Crimea: truppe russe nella regione autonoma. Premier ucraino: “Inaccettabile presenza dei blindati”

Fotografia del Presidente Russo Vladimir Putin nelle barricate a Kiev (Getty images)
Fotografia del Presidente Russo Vladimir Putin nelle barricate a Kiev (Getty images)

E’ ancora tensione nella Repubblica Autonoma di Crimea con un braccio di ferro tra la Russia e l’Ucraina.
Si apprende che le truppe russe stanno cercando di proteggere delle basi
in Crimea tra cui una base missilistica antiaerea e sarebbero presenti più 6 mila militari russi, tra i quali tre mila sarebbero arrivati ieri sera a bordo di navi e mezzi militari.

E’ l’accusa del ministro della Difesa di Kiev, Ihor Tenyukhe sottolineando che le Forze Armate nazionali ucraine sono state poste in stato di massima allerta.
Il premier Arseny Yatseniuk ha definito “inaccettabile i blindati russi nel centro delle città dell’Ucraina” e ha chiesto alla Russia di cessare ogni operazione militare.
“La Russia non ignorerà la richiesta di aiuto dei dirigenti della Crimea”, risponde il Cremlino denunciando che “uomini armati non identificati mandati da Kiev hanno tentato di occupare l’edificio del ministero dell’interno della Repubblica autonoma di Crimea nelle prime ore di oggi” sottolineando che l’azione è stata sventata dalla “risoluta azione delle unità di autodifesa” filorusse.
“La pericolosa provocazione ha causato feriti” sottolinea in una nota il ministero degli esteri russo che afferma che questo tipo di eventi “confermano il desiderio dei ben noti circoli politici di Kiev di destabilizzare la situazione nella penisola. Invitiamo coloro che emanano ordini del genere da Kiev ad esercitare la prudenza. Vediamo il tentativo di aggravare la già tesa situazione in Crimea come estremamente irresponsabile”.

Intanto, secondo le agenzie, l quartier generale della guardia costiera ucraina a Sebastopoli è stato preso d’assedio da circa 300 uomini armati che affermano di essere stati inviati dal ministro della Difesa russo allo scopo di occupare il sito. Le agenzie di stampa riprendono un comunicato il servizio di guardie di frontiera ucraine.

Nel frattempo, sulla questione è intervenuto anche il premier ucraino Arseni Iatseniuk assicurando che la lingua russa dopo l’abolizione come lingua ufficiale sarà invece garantita alle minoranze.
Il premier ha chiesto al Parlamento che vi sia una riunione urgente per elaborare una nuova legge sulla lingua che offra garanzie per tutte le minoranze.
Il parlamento ucraino aveva cancellato la legge del 2012, promossa dal deposto presidente Ianukovich, che riconosceva il russo come lingua regionale.

Il neo-premier filo-russo della Crimea, Sergei Aksenov ha annunciato che vi sarà un referendum sullo status della Crimea all’interno dell’Ucraina è stato inoltre anticipato al 25 maggio in occasione delle elezioni nel paese.
Come riporta l’Ansa, la Russia sta accelerando un’eventuale annessione della russofona Crimea: infatti si apprende che il parlamento russo esaminerà la proposta di legge del partito di centro sinistra Russia Giusta.
Secondo le indiscrezioni, potrebbe bastare un referendum, senza trattati internazionali.
Inoltre, sottolinea l’agenzia stampa, questa mossa potrebbe essere estesa virtualmente anche alle due regioni secessioniste della Georgia, Abkhazia e Ossezia del sud, già riconosciute da Mosca.

Redazione

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