Obama interviene su Ucraina e Crimea. A rischio partecipazione a G8 di Sochi

Obama (Getty Images)
Obama (Getty Images)

La situazione in Ucraina non pare rasserenarsi e, dopo le rivolte e la destituzione del contestato premier anti-europeista e filo-russo, Viktor Yanukovich, ora la patata bollente si è spostata in Crimea, penisola che si affaccia sul Mar Nero intestataria dello status di Repubblica Autonoma all’interno dello stato ucraino di cui fa parte. La russofilia della popolazione e la particolare storia della località hanno portato ad un riacutizzarsi dei conflitti interni e delle tensioni separatiste  in collegamento con le vicissitudini di Kiev. Sebbene non si abbiano notizie certe in merito alla presenza militare all’interno della città di Sebastopoli e del territorio crimeo, il vociare internazionale sta crescendo in maniera consistente a seguito della denuncia effettuata ieri da parte nel nuovo presidente ad interim dell’Ucraina, Oleksander Turchinov, il quale ha dichiarato che i russi avrebbero approfittato della situazione instabile e sarebbero entrati in Crimea con circa 2.000 soldati.

Per parte sua Mosca non ha rilasciato dichiarazioni sulle accuse e non ha, quindi, confermato l’invio di militari a Sebastopoli. Nel frattempo, tuttavia, i timori si sono sollevali a livello internazionale e mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, invocato e richiesto dal governo di Kiev, ha svolto il suo meeting a porte chiuse, Barack Obama è salito al pulpito della Casa Bianca e, davanti ai cronisti, ha parlato anch’egli di Ucraina, Russia e Crimea.

Chiara e subito esplicitata la posizione degli USA del presidente democratico: “Gli Stati Uniti saranno accanto alla comunità internazionale nell’affermare che ogni intervento militare in Ucraina avrà un costo”. “La Russia – dice Obama – ha relazioni storiche con l’Ucraina, comprese quelle culturali ed economiche, e ha installazioni militari in Crimea, ma ogni violazione della sovranità dell’Ucraina sarebbe profondamente destabilizzante, e questo non è nell’interesse dell’Ucraina, della Russia o dell’Europa”, ha continuato Obama.

La presa di posizione del presidente degli States è stata ferrea, tanto che l’inquilino della Casa Bianca ha fatto sapere che è a rischio la sua stessa presenza al G8 di Sochi, nel caso la situazione dovesse peggiorare e la Russia rendersi partecipe di operazioni non condivise da Washington.

Intanto da Kiev è giunto un secondo allarme e, stando alle informazioni veicolate da fonti ucraine, altri 6.000 soldati russi sarebbero stati giunti oggi nel territorio.

Redazione online