Insonnia, la causa è l’attività cerebrale sempre “in movimento”

Uomo che dorme (Xavi Gomez/Cover/Getty Images)
Uomo che dorme (Xavi Gomez/Cover/Getty Images)

L’insonnia non è un disturbo ‘notturno’, ma una condizione del cervello: a scoprirlo è una ricerca della Johns Hopkins University, pubblicata sulla rivista ‘Sleep’, secondo la quale a causa l’incapacità di riuscire ad addormentarsi sarebbe “una condizione cerebrale che dura ventiquattro ore su ventiquattro”. Ha sottolineato Rachel E. Salas, docente di neurologia presso la Johns Hopkins University School of Medicine, a capo del team di ricerca che ha curato lo studio: “E’ un po’ come una luce che resta sempre accesa. Riguardo ad essa, la nostra ricerca punta a cogliere alcuni aspetti importanti circa le differenze all’interno del cervello delle persone”.

La ricerca, su un campione di 28 soggetti, dei quali 18 soffrono di insonnia cronica, ha evidenziato come la corteccia motoria dei soggetti insonni risultava più plastica rispetto a quella degli altri. Secondo la Salas, “l’origine dell’aumento della plasticità cerebrale nei soggetti insonni risulta ancora poco chiara”. Ha spiegato ancora la ricercatrice: “Allo stato attuale non siamo ancora in grado di stabilire se l’incremento di attività neuronale sia effettivamente la causa prima del disturbo”.

“Il nostro studio, però, mostra come la tecnica della stimolazione magnetica possa giocare un ruolo importante nella diagnosi dell’insonnia” – ha concluso la Salas – “E potenzialmente addirittura essere usata come trattamento, magari andando a ridurre l’eccitabilità dei neuroni”.

Redazione online