Lotta ai cambiamenti climatici: l’80% degli europei ritiene che sia decisiva per uscire dalla crisi

Protesta contro i cambiamenti climatici (Getty images)
Protesta contro i cambiamenti climatici (Getty images)

Da un sondaggio promosso da Eurobarometro sul tema dei cambiamenti climatici emerge che 4 persone su 5 dell’Unione Europea ritiene che la lotta al cambiamento climatico e una maggiore efficienza energetica possono dare impulso all’economia e all’occupazione.
Un dato che rappresenta l’80% degli intervistati, in aumento rispetto al 2011 quando la percentuale era del 78%.
Nel dettaglio: il 31% concorda pienamente con questa opinione, mentre il 49% è parzialmente d’accordo.

Secondo il sondaggio, il risultato è più alto nei paesi che hanno subito maggiormente la crisi: Spagna (52%), Svezia (50%), Malta (44%), Irlanda e Cipro (43%) e Grecia (42%). La percentuale è più bassa in Estonia.

Ma il cambiamento climatico per 9 europei su 10 è un problema grave, mentre il 69% ritiene che si tratti di un problema “molto grave”, il 21% lo considera “piuttosto grave” e un risicato 9% pensa che non sia un problema grave.

Il 50% dei cittadini ritiene che il cambiamento climatico sia tra i quattro problemi più gravi.
Tra i cittadini europei più preoccupati spicano gli svedesi (39%), i danesi (30%) e i maltesi (30%), per i quali il cambiamento climatico è il problema più grave in assoluto.

Inoltre, il 70% degli europei ritiene che la riduzione delle importazioni di combustibili fossili potrebbe apportare vantaggi economici per l’Ue: tra cui un 26% degli intervistati è pienamente d’accordo con questa opinione, mentre il 44% lo è parzialmente. Il paese dove si è registrato il più alto consenso totale è la Spagna (45%), seguita da Austria (40%), Cipro (38%), Irlanda (37%), Portogallo (34%) e Malta (34%).

Il sostegno del governo per migliorare l’efficienza energetica entro il 2030 è considerato importante dal 92% degli intervistati e molto importante da oltre la metà delle persone consultate (il 51%).

Infine, gli europei che hanno detto di aver fatto qualcosa per contrastare tale fenomeno negli ultimi sei mesi sono il 50%, in lieve calo rispetto al 53% del 2011.
La percentuale però sale all’89% se si tiene conto delle azioni specifiche che gli intervistati sostengono di avere intrapreso: tra le azioni più comuni intraprese, quella della riduzione e il riciclaggio dei rifiuti (69%) e il minore ricorso ad articoli “usa e getta” (51%).

Redazione