Battista: I dissidenti M5S lavorano a un gruppo “più democratico”

Una protesta del Movimento 5 Stelle sul tetto di Montecitorio (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Una protesta del Movimento 5 Stelle sul tetto di Montecitorio (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

I cosiddetti dissidenti del Movimento 5 Stelle scomunicati ed espulsi dal gruppo con una votazione online degli attivisti vanno verso la creazione di un nucleo autonomo al Senato. Declinando l’invito di Pippo Civati a costituire un fronte unico con i critici del Partito Democratico e con Sel, Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella hanno fatto sapere che stanno lavorando per elaborare un profilo comune alternativo a quello dei senatori pentastellati e composto di soli ex militanti grillini. “Il nostro obiettivo è quello, avere un’identità come gruppo. Sarà più democratico rispetto al M5s. Non ci sarà alcun leader e tutti potranno esprimere il loro pensiero liberamente”, ha affermato Battista nel corso di un’intervista rilasciata per Le Iene.

Ieri sera Campanella e Battista sono stati ospiti di Corrado Formigli a Piazza Pulita ed hanno illustrato le loro ragioni controbattendo alle critiche ricevuti dagli interni al movimento. In particolare, al centro delle polemiche era finito Claudio Messora, incaricato della comunicazione per il Movimento 5 Stelle al Senato, accusato di essere un vero e proprio esecutore dei presunti diktat di Beppe Grillo e criticato perché guadagnerebbe ben più di quanto non guadagnano gli stessi parlamentari pentastellati. “La busta paga di Messora è superiore a quella dei parlamentari. Posso essere un po’ arrabbiato per questo?”; ha affermato Battista.

 

Redazione online