Legge elettorale, l’Italicum torna in Aula. Renzi: “Sarà una vera rivoluzione”

Piazza Montecitorio, Roma (Getty images)
Piazza Montecitorio, Roma (Getty images)

Torna oggi all’esame dell’Aula di Montecitorio il disegno di legge elettorale noto come ‘Italicum’; l’intento dichiarato è quello di approvarla in pochi giorni, anche se pesa in questo momento la richiesta di diverse componenti della maggioranza che puntano a vincolare la legge alla riforma del Senato in senso federalista. Su questo punto, sono quattro le proposte messe in campo, rispettivamente, da Alfredo D’Attorre, Giuseppe Lauricella, Pino Pisicchio e l’ex ministro Renato Balduzzi.

D’Attorre, della minoranza del Pd, ha proposto un emendamento secondo il quale la legge sarebbe valida solo per la Camera: “La proposta va nel senso del messaggio lanciato da Renzi ed è una possibile base di mediazione che evita pasticci elettorali ed è coerente con il superamento del Senato”. Poi in un’intervista a ‘Il Sussidiario’, ha accusato: “Forza Italia vuole arrivare il prima possibile a una legge elettorale, per poi far saltare il banco e andare alle elezioni”. Un altro deputato del Pd, Giuseppe Lauricella, intervenendo ad ‘Agorà’, ha spiegato così il suo emendamento: “Renzi ha prospettato una riforma del bicameralismo perfetto e del Titolo V della Costituzione. Non si può evitare di creare un legame tra riforma della legge elettorale e del bicameralismo”. Secondo Lauricella, occorre “creare un sistema che superi questo vulnus e che preveda una sola Camera”.

Il vicepresidente di Centro Democratico Pino Pisicchio sottolinea come l’Italicum non possa essere “un frutto intoccabile dell’accordo con Berlusconi. Dunque tutta l’enfasi che si sta mettendo sulla questione del dibattito alla Camera sembra impropria. Ne discuteremo ma occorreranno profonde modifiche”. Infine, tra coloro che chiedono a gran voce modifiche all’impianto attuale della legge, Renato Balduzzi, responsabile riforme di Scelta Civica, ha sostenuto: “Gli emendamenti all’Italicum presentati da Scelta Civica in data odierna mirano a incentivare il Parlamento a procedere alla revisione del bicameralismo, attraverso la trasformazione della seconda Camera in Senato delle autonomie e il connesso riassetto dei rapporti tra centro e periferia”.

Di contro, c’è il pressing di Forza Italia, che attraverso il consigliere politico Giovanni Toti richiama Renzi ad agire in tempi brevi: “Noi ci siamo fidati di lui. Se saltasse l’accordo, allora tutto tornerebbe in discussione e anche la nostra linea muterebbe repentinamente. Noi stiamo ai fatti e ai patti, Renzi aveva detto che la legge elettorale sarebbe stata la sua prima riforma già nel mese di febbraio. Febbraio è finito, siamo al 4 di marzo. A questo punto, la riforma così come è stata sottoscritta deve essere approvata. E subito, senza ulteriori tentennamenti. Piccoli correttivi sono possibili, ma certo non provvedimenti che snaturino il senso dell’accordo Renzi-Berlusconi”.

In questo quadro, arriva il monito del presidente del Senato, Pietro Grasso: “Se il processo di riforma che ci apprestiamo ad avviare in Parlamento fosse guidato dall’intento di compiacere superficialmente l’opinione pubblica senza affrontare i problemi in chiave organica, si consumerebbe un tradimento del Paese e dei cittadini”. Intanto, rispondendo su Twitter a una domanda del direttore di Vanity Fair, Luca Dini, il presidende del Consiglio, Matteo Renzi, si dice certo dell’approvazione della legge elettorale, un processo “irreversibile”. “Ce la facciamo, la portiamo a casa. E sarà una vera rivoluzione”, ha sentenziato il premier.

Redazione online