Operazione anti-‘ndrangheta in Lombardia, 33 arresti

Agenti di polizia Milano(Getty Images)
Agenti di polizia Milano(Getty Images)

Una vasta operazione anti-‘ndrangheta è stata compiuta oggi dalla Polizia di Stato di Milano, che ha fatto scattare le manette per 33 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni e società. Smantellata, secondo gli inquirenti, un’organizzazione ramificata non solo in Lombardia, ma anche in altre regioni italiane, che il gip Simone Luerti non ha esitato a definire “nuova mafia”.

In particolare, attraverso usura e riciclaggio di denaro sporso, il sodalizio mafioso aveva costruito un piccolo impero, acquisendo negli anni il controllo delle attività nel settore edilizio, ma non solo; appalti, lavori pubblici, energie rinnovabili, trasporti, ristorazione: questi i tanti ambiti economici nei quali operava l’organizzazione. In corso anche perquisizioni e sequestri di beni mobili, immobili e società per milioni di euro.

Tra le figure chiave dell’organizzazione, ci sarebbe Giuseppe Pensabene, che – secondo quanto riportato da ‘Repubblica’ nella sua versione online – in un’intercettazione ambientale, per provare a fare da paciere tra sodali di diversi clan malavitosi, afferma: “Non è che manca chi deve andare a sparare, non è che il problema è solamente sparare, le conseguenze sono dopo”. Centro dell’organizzazione mafiosa, che operava come una sorta di “banca clandestina”, erano i comuni di Desio e Seveso.

Redazione online