Brunetta: vietare a Berlusconi di andare a congresso Ppe a Dublino è atto di violenza

Renato Brunetta (Getty Images)
Renato Brunetta (Getty Images)

Non usa mezzi termini il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, nello stigmatizzare il divieto di espatrio a Silvio Berlusconi, che aveva chiesto al Tribunale di Milano di poter recarsi a Dublino il 6 e 7 marzo prossimi, per partecipare, come leader di Forza Italia, al congresso del Ppe, il Partito popolare europeo. Berlusconi, infatti, è stato condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset, per questo gli è stato ritirato il passaporto e non può lasciare l’Italia. Anche se per viaggiare nell’Unione europea il passaporto non serve. Nel negare l’autorizzazione all’espatrio, l’autorità giudiziaria ha affermato che “è stata applicata la legge”.

Brunetta però non ci sta e dichiara a “Radio Capital”, che tale divieto “dimostra la violenza alla quale è sottoposto il presidente Berlusconi“. “Dimostra anche l’applicazione di norme che, con l’Unione europea, non prevedono più l’uso del passaporto per la mobilità tra Stati, e ricordiamo che l’Irlanda fa parte della Ue e per andare in Irlanda non serve il passaporto”, ha sottolineato l’esponente di Fi.

“È un fatto tecnico – ha continuato Brunetta -, però guardiamo al fatto politico, ad una personalità politica come quella di Berlusconi al quale viene impedito di partecipare al congresso del Ppe, quando Berlusconi è il presidente del secondo o terzo partito del partito popolare europeo. Mi sembra una cosa abnorme e inaccettabile, e spiegabile solo con l’insensatezza del modo di fare giustizia, se così si può dire, in Italia”, ha concluso.

Redazione