Crimea, delegato Onu rapito da uomini armati e poi liberato

Robert Serry (STAN HONDA/AFP/Getty Images)
Robert Serry (STAN HONDA/AFP/Getty Images)

Sarebbe rimasto bloccato per quasi un’ora all’interno di un bar a Sinferopoli, capitale della Repubblica Autonoma della Crimea, Robert Serry, inviato speciale per l’Ucraina del segretario generale dell’Onu. Ad annunciarlo era stato il ministro degli Esteri ucraino, riprendendo un dispaccio dell’agenzia di stampa Interfax. Nessuna conferma da parte dell’Onu, che si è limitata a sostenere che Robert Serry “è stato minacciato”.

Con Serry, nel café dove è stato tenuto “sotto osservazione”, si trovava il giornalista di Itv, James Mates, che attraverso una serie di tweet ha seguito in diretta l’evolversi della vicenda. Pochi istanti fa, l’ultimo cinguettio: “Robert Serry sulla via dell’aeroporto, liberato dalla polizia che si è fatta varco attraverso una folla rabbiosa”.

“Serry stava facendo visita al comandante della marina quando la sua auto è stata bloccata. Si è rifiutato di seguire gli uomini armati che bloccavano l’auto, è sceso e ha camminato finché non ha trovato un caffé”, ha ricostruito Mates, che ha anche spiegato che lo stesso inviato speciale Onu avrebbe chiesto alla televisione di restare con lui. Proseguiva il racconto del giornalista britannico: “Fuori dal caffè ci sono uomini in mimetica che bloccano la porta. Alcuni indossano fasce nere e oro pro-russe. Non permettono a nessuno di entrare e uscire”.

Dopo diversi minuti chiuso nel bar presidiato da uomini armati, la svolta: Robert Serry, secondo quanto scrive Mates, ha accettato “di tornare in aeroporto e porre fine alla sua missione in Crimea”. All’uscita del bar, il delegato Onu è stato preso d’assalto da decine di manifestanti che inneggiavano a Putin e ribadivano l’appartenenza della Crimea alla Russia.

Redazione online