Italicum: la nuova legge elettorale solo per la Camera

Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)
Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

L’Italicum, la nuova legge elettorale tanto voluta da Matteo Renzi, rischia di nascere zoppa. In seguito alle pressioni del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e degli altri alleati di governo, Renzi ha presentato un nuovo accordo sulla legge elettorale, che Silvio Berlusconi ha accettato pur manifestando il grave disappunto, per quella che si presenta come una soluzione al ribasso.

Il nuovo testo dell’Italicum, uscito dal difficile compromesso con le forze politiche, prevede infatti che la nuova legge si applichi alla sola Camera dei Deputati, mentre al Senato continuerà ad applicarsi la vecchia legge elettorale come modificata dalla sentenza della Consulta, che ha abrogato il premio di maggioranza e le liste bloccate del Porcellum, trasformandola in sostanza in un sistema proporzionale.

L’auspicio è che per evitare il pasticcio in caso di nuove elezioni, si abroghi nel frattempo il sistema del bicameralismo perfetto, con la riforma del Senato, che nelle intenzioni del Presidente del Consiglio dovrebbe essere approvata in 12-18 mesi.

L’accordo sul nuovo testo dell’Italicum è stato raggiunto tra le forze politiche ieri mattina, su un emendamento presentato da due esponenti della minoranza interna del Pd, Giuseppe Lauricella e Alfredo D’Attorre, e poi riproposto da tutti i partiti minori. L’emendamento prevede la soppressione dell’intero articolo 2 del testo di legge, quello che disciplinava l’elezione del Senato. Così si è tagliata la testa al toro, come suol dirsi.

Il nuovo compromesso è chiaramente frutto delle pressioni dei piccoli partiti della coalizione di governo che temono di scomparire con il nuovo sistema elettorale che prevede alte soglie di sbarramento per l’ingresso in Parlamento: il 5% all’interno di una coalizione, l’8% nel caso un partito corra da solo. L’obiettivo di questi partiti e soprattutto del Nuovo Centrodestra è quello di arrivare fino al termine della legislatura, al 2018, mentre una nuova legge elettorale subito pronta e completa, potrebbe far correre il rischio di nuove elezioni in tempo breve.

Per il premier Renzi si tratta comunque di un “passo importante”, perché comunque il Senato sarà abrogato e non prevedere una nuova legge elettorale anche per questo ramo del Parlamento non dovrebbe togliere nulla. La riforma comunque si farà, entro la settimana, ha annunciato Renzi.

Valeria Bellagamba