Rimborsopoli Lombardia, arrivano gli avvisi di chiusura indagine

Il Pirellone (Getty Images)
Il Pirellone (Getty Images)

Con l’operazione “Mon Cherì” i finanzieri del Comando provinciale di Milano stanno notificando in queste ore 65 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di 9 assessori e 55 Consiglieri regionali dell’VIII e IX legislatura, in entrambi i casi con presidente Roberto Formigoni, della Regione Lombardia. Lo hanno reso noto fonti investigative, sottolineando come sarebbe stato accertato che denaro pubblico, per oltre 3,4 milioni di euro, nella disponibilità dei componenti del Consiglio regionale e della Giunta, sarebbe stato utilizzato per finalità estranee all’esercizio istituzionale.

L’inchiesta del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano Alfredo Robledo e dai sostituti procuratori Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, aveva portato a dicembre alla richiesta di archiviazione della posizione di 33 persone, consiglieri ed ex consiglieri regionali della Lombardia, in quanto, avevano scritto tra l’altro i giudici in quell’occasione, è possibile pagare con denaro pubblico “pranzi e cene se contestualizzati nell’ambito di un evento politico esterno, di rappresentanza del gruppo consiliare di appartenenza o della commissione consiliare di cui l’indagato è membro”. Tra le richieste di archiviazione quelle per il democratico Pippo Civati e per la leghista Rosi Mauro.

Rischiano invece il rinvio a giudizio, una volta espletata la notifica dell’avviso di chiusura indagine, Renzo Bossi, figlio dello storico leader della Lega Nord, e Nicole Minetti, già condannata in primo grado dal Tribunale di Milano nell’ambito del processo Ruby bis a 5 anni di reclusione, con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Redazione online