“300: L’alba di un impero” – recensione

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Tratto dall’ultimo romanzo a fumetti di Frank Miller, “Xerxes”, e raccontato nello stesso rendering visivo del campione d’incassi “300”, questo nuovo capitolo della saga epica sposta l’azione su un nuovo campo di battaglia: il mare, dove il generale greco Temistocle tenta di unire tutto il suo popolo, alla testa di una carica che cambierà il corso della guerra.

300: L’alba di un impero” di Noam Murro, su sceneggiatura di Zack Snyder e Kurt Johnstad vede il ritorno di Temistocle contro la massiccia invasione da parte delle forze persiane, guidate dall’uomo trasformato in dio, Serse e da Artemesia, vendicativa e sanguinaria comandante della Marina persiana.

Ed è proprio sul sentimento della vendetta che si gioca lo scontro di questo secondo capitolo. La graphic novel in live action che fonde adrenalina, scene trash, colori dark, toni palesemente marcati sul rosso scarlatto, piani sequenza al rallentatore e frasi ad effetto.

Visivamente spettacolare, il film presenta una Eva Green perfida, spiritata, subdola e assetata di sangue. La sua Artemisia vale da sola il prezzo del biglietto, grazie anche a un’ironica scena di sesso con Temistocle che mette in evidenza la lotta tra Bene e Male non su un campo di battaglia, ma nella zona dell’eros. La tempra marcata e la sensualità della diabolica Eva sono incisive e giustificano persino le sequenze più violente.

Truce e dinamico, il film strizza l’occhio a un target di pubblico preciso che si esalta davanti alla carneficina fake. Ed è con la tecnica del frame-freezing che si congelano gli attimi sottolineandone la drammaticità, l’intensità e la crudeltà.

Le lame trafiggono i corpi, li mozzano della testa o degli arti; le frecce trapassano i cuori e il fuoco avvolge tutti in pire umane. E mentre l’uso del ralenti si concentra sui dettagli, eros e thanatos diventano sempre più inconfondibili nell’epicità della guerra, mostrando in realtà Oriente e Occidente a confronto.

La dimensione titanica dell’impresa, l’effetto splatter, il dinamismo e la connotazione action di certo non annoieranno gli amanti dei film di genere.

Ma se vi aspettate un finale conclusivo, sappiate che l’epilogo aperto in realtà sembra più un auspicio per un’ulteriore parentesi filmica futura, l’unica forse in grado davvero di chiuderà il cerchio.

Silvia Casini