Articolo che vi rovinerà la giornata… ECCO COSA SI FANNO RIMBORSARE I POLITICI ITALIANI

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    Sushi, provole, torroni, bistecche, gratta e vinci: tutti i “rimborsi pazzi” dei politici

    Le parole, i commenti, le analisi non servono. L’elenco parla da solo.
    I consiglieri regionali in Lombardia si facevano rimborsare di tutto: gratta e vinci, bistecche, torroni.

    E’ molto lungo il campionario di spese personali fatte passare come relative al mandato politico quello che la procura di Milano rileva, chiudendo le indagini nei confronti di 64 consiglieri regionali lombardi, tra cui cinque assessori, accusati di peculato per rimborsi illegali da quasi tre milioni di euro.

    Sotto l’osservazione dei pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D’Alessio ci sono le due legislature precedenti all’ultima. I pm hanno chiesto l’archiviazione per 22 posizioni di altri assessori e consiglieri. Rischiano il rinvio a giudizio 31 consiglieri del Pdl, 23 della Lega, 5 del Pd, due dell’Udc e uno ciascuno di Sel, Idv e Partito dei pensionati.

    Dalle casse della Regione Lombardia, scrive il Corriere della Sera, dal 2008 al 2011 sono usciti illegalmente 2.941.721,29 euro tra cui i 61,50 spesi in macelleria da Alessandro Marelli (Lega) o i 162 ottenuti da Giovanni Bordoni (Pdl) per prodotti della Valtellina.

    L’elenco pare infinito: Giovanni Rossoni, ex assessore pdl all’istruzione, paga 15.589 euro per regali di Natale «istituzionali» 2008-2010 tra cui torrone, provolone «Auricchio » e latticini; Carlo Spreafico (Pd) tra i rimborsi mette anche i 100 euro per la quota dell’ordine dei giornalisti del 2008 e 9,40 euro per un «ombrello mini automatico»; sono ormai famosi il libro «Mignottocrazia» da 16 euro di Nicole Minetti (Pdl) o le munizioni da caccia (720) del leghista Pierluigi Toscani

    Repubblica ricorda:

    Sebbene le migliaia di euro contestate a ciascuno siano in parte lievemente calate (gli inquirenti hanno fatto una scrematura). moltissime riguardano cene e pranzi tanto da sembrare, leggendo le carte, che la politica regionale si sia svolta in ristoranti, pizzerie, enoteche, bar e fast-food.

    Fonte: www.today.it