Italicum, è polemica sulle norme sulla parità di genere

La Camera dei Deputati (Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
La Camera dei Deputati (Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Si prospetta un duro scontro nell’approvazione della legge elettorale nota come Italicum, soprattutto rispetto a quanto previsto dal testo in discussione alla Camera che prevede di mantenere al 50% le cosiddette ‘quote rosa’, ma anche che possano essere inserite consecutivamente in lista due persone dello stesso sesso. Ciò, secondo alcuni, implicherebbe la possibilità di inserire ai primi posti più uomini consecutivamente.

Da questo nasce la polemica dei senatori del Partito Democratico, che in un comunicato scrivono: “Quest’anno rischiamo più che mai che l’8 marzo rimanga un appuntamento con la memoria vuoto e retorico. La riforma della legge elettorale è, in queste ore, in discussione alla Camera, ma il tema della pari rappresentanza di genere nelle liste è stato accantonato, pur essendo oggetto di numerosi emendamenti trasversali”.

“E’ inaccettabile che una questione che riguarda da vicino la democrazia nel nostro Paese venga ritenuta marginale dal Parlamento ‘più femminile’ della storia d’Italia”, spiegano ancora i senatori democratici, lanciando un appello: “Chiediamo a tutti di affrontare con urgenza il tema: su una questione così importante per il futuro del Paese non possiamo permetterci arretramenti rispetto al percorso di qualificazione della rappresentanza raggiunto negli ultimi anni con il concorso di tutte le forze politiche”.

Al testo, firmato da una quarantina di senatori del partito di Renzi, fanno seguito diverse prese di posizione di alcune deputate ed ex parlamentari. Mara Carfagna twitta: “La battaglia per la parità di genere è sacrosanta La nuova legge deve contenere questa norma di civiltà”. Pronta la replica di Roberta Agostini del Pd: “E’ in gioco qualità della nostra democrazia. Per questo ci stiamo impegnando con forza in maniera trasversale”. Dure critiche alla legge anche dalle deputate Valeria Valente (Pd) e Titti De Salvo (Sel), mentre l’ex parlamentare di Fli, Giulia Bongiorno, è dura nel giudizio: “Accantonata parità di genere. Deputate non cedete di un millimetro, le donne non devono essere accantonate”.

Redazione online