Congresso Cgil Torino, Camusso: “Governo sottovaluta il rapporto con le parti”

Susanna Camusso (getty images)
Susanna Camusso (getty images)

La segretaria della Cgil Susanna Camusso è intervenuta al congresso Cgil Torino alla Camera del Lavoro del capoluogo all’indomani di una dura critica rivolta al “Jobs Act”, il piano lavoro proposto dal governo Renzi.
Infatti ieri la Camusso aveva commentato il Jobs Act: “Bisogna tagliare forme di precarietà. Mi auguro che nel Jobs Act non sia l’ennesima moltiplicazione delle forme di ingresso nel mondo del lavoro e quindi della precarietà”, ha detto la segretaria che poi ha evidenzato come “Renzi rischia di confondere un’azione di riavvicinamento della politica al Paese con il culto della personalità”.

La Camusso ha anche replicato ad un messaggio del presidente del consiglio Matteo Renzi che questa mattina rispondendo ad un Tweet nel quale gli si chiedeva se “si era iscritto alla Cgil” Renzi ha scritto: “E’ un rischio che non corro! Né io, né la Cgil”.

“Credo che questo governo sottovaluti molto il rapporto con le parti sociali e abbia un’idea della rappresentanza, che è fatta più di presenze individuali che della funzione sociale della rappresentanza”, ha esordito la Camusso sottolineando di attendere “con ansia” il progetto sul lavoro e auspicandosi che “non ci si fermi alle regole”.

“Continuiamo a essere l’unica organizzazione che va nelle assemblee, parla agli iscritti e prova a misurarsi e considera che ne’ il televoto né qualche tweet possano sostituire la partecipazione e la democrazia dei lavoratori”, ha ricordato la Camusso.

“Il problema non è fare tavoli o scrivere mail. Il tema è discutere con chi rappresenta milioni di lavoratori e migliaia di imprese delle loro condizioni, di come creare lavoro e rilanciare la crescita” ha aggiunto la segretaria della Cgil che ha poi replicato al tweet di Renzi affermando che “il nostro presidente del consiglio ha un grande amore per gli strumenti mediatici. Ci dice di stare tranquilli che non s’iscriverà mai alla Cgil? Io non sono tranquilla per lui perché un lavoratore che pensa che non verrà mai alla Cgil fa male a se stesso e non alla Cgil, forse fa un grave errore”.