Crac Parmalat, la sentenza di Cassazione conferma le condanne

Calisto Tanzi (Getty Images)
Calisto Tanzi (Getty Images)

Sono arrivate oggi le condanne definitive per il crac della Parmalat del 2003, che sostanzialmente confermano quello che era stato il verdetto di appello, eccezion fatta per dei minimi sconti di pena nei confronti di Calisto Tanzi, il suo braccio destro Fausto Tonna, Giovanni Tanzi e Luciano Silingardi, in quanto il reato di associazione a delinquere è andato nel frattempo in prescrizione.

Il 23 aprile del 2012, la Corte d’Appello di Bologna aveva condannato Tanzi a 17 anni e 10 mesi a causa del crac da 14,5 miliardi di euro che ha riguardato l’azienda. Una pena ridotta, quella di Tanzi, rispetto ai 18 anni e 3 mesi richiesti dal pg Alberto Candi nel primo grado. A Fausto Tonna, suo direttore finanziario, una pena invece di 10 anni. Le pene dei due sono dunque ridotte ora rispettivamente a 17 anni e 5 mesi e a nove anni e mezzo. Per Giovanni Tanzi, la condanna è di poco superiore ai dieci anni.

L’ex patron di Parmalat, che qualche anno fa si era scusato sostenendo che avrebbe portato “per sempre il peso indelebile per le sofferenze causate a quanti per colpa mia hanno subito danni”, vede questa condanna sommarsi a quella a otto anni per aggiotaggio. Al momento, era l’unico degli imputati a trovarsi in regime di detenzione, presso l’Ospedale Maggiore di Parma. Respinti i ricorsi di altri ex dirigenti o membri del Cda della società.

Redazione online