Crimea: Kiev blocca database liste elettorali. Senato russo sosterrà il referendum

Manifestanti filo russi a Sebastopoli (Getty images)
Manifestanti filo russi a Sebastopoli (Getty images)

Mentre sul fronte delle relazioni diplomatiche l’Unione Europea ha concesso il finanziamento di 11 miliardi di euro all’Ucraina, il presidente americano Barack Obama e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno avuto ieri sera un colloquio telefonico nel quale Putin ha impiegato toni duri chiedendo tuttavia a Obama di “non rovinare le relazioni bilaterali a causa di differenze su questioni internazionali”.

OBAMA PUTIN– La Casa Bianza ha reso noto che Obama, nel corso della telefonata che è durata circa un’ora, ha ricordato a Putin che la Russia sta “violando la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale”. Dal canto suo Putin avrebbe ribadito come le relazioni tra Usa e Russia siano “fondamentali per la sicurezza e la stabilità nel mondo”.
Dal Cremlino si apprende che i due presidenti hanno mantenuto le loro posizioni distanti sul caso dell’Ucraina: infatti Putin avrebbe ricordato come il governo attuale ad interim sia fondato su ” un golpe anticostituzionale, senza un mandato a livello nazionale, e impongono decisioni assolutamente illegittime”. Pertanto ha ribadito Putin, la Russia “non può ignorare la richiesta di aiuto e sta agendo in piena conformità con il diritto internazionale”.
I due leader hanno però concordato sul mantenere uno stretto dialogo e Obama ha evidenziato che “esiste una via diplomatica per risolvere” la questione che “passa per i colloqui diretti tra Kiev e Mosca, mediate dalla comunita’ internazionale”.
Infine come riporta l’Agi, il presidente russo avrebbe accettato l’invio di osservatori internazionali che assicureranno il rispetto dei diritti di tutti i cittadini, ucraini e russi, in preparazione delle elezioni di maggio. Obama ha poi chiesto a Putin di ritirare le sue truppe dalle installazioni militari in Crimea.

UCRAINA – L’Ucraina mantiene una linea dura nei riguardi della Crimea mentre in queste ore l’Interpol sta decidendo se emettere o no un arresto internazionale nei riguardi dell’ex presidente deposto Viktor Yanukovich avanzato mercoledì scorso dalle autorità ucraine.
Come riporta Adnkronos, si apprende dal sito del quotidiano russo Moskovskij Komsomolets che Ianukovich sarebbe stato ricoverato in condizioni critiche in un ospedale di Mosca, per un sospetto infarto. Ma al momento la notizia ancora non è stata confermata.

REGIONE AUTONOMA DI CRIMEA– Sul tema della decisione del Parlamento della Repubblica Autonoma della Crimea di annettersi alla Russia e di sottoporre la popolazione ad un referendum su questo tema, Kiev ha avviato una procedura di sciogliemnto del parlamento della Repubblica autonoma.
Gli osservatori parlano di un processo senza ritorno con parte della Crimea occupata dalla truppe russe.
Ma dal Governo centrale arriva anche la notizia che la commissione elettorale centrale ucraina di bloccare per un certo periodo l’accesso al database con le liste elettorali della Crimea e di Sebastopoli per impedire lo svolgimento della consultazione referendaria, indetta per il 16 marzo.
“Le autorità della Crimea non potranno usare i dati delle liste per fare i proprio elenchi dell’elettorato e, se lo faranno, non saranno elenchi con le condizioni richieste dalla legge” ha dichiarato il vicepresidente della stessa commissione, Andrei Maghera all’emittente Canale 5.

Ma la questione del referendum si complica anche rispetto alle minoranze non filo russe nella regione: infatti, come riporta l’Ansa, i Tatari di Crimea, che rappresentano il 15% della popolazione (2 milioni di abitanti) hanno deciso di boicottare il referendum del 16 marzo. E? quanto avrebbe annunciato il capo del governo dei Tatari di Crimea, Refat Ciubarov.
Intanto, la presidente della camera alta del parlamento russo, Valentina Matvienko ha annunciato che il Senato russo “sosterrà” la decisione del parlamento della Crimea legata al referendum ritenendo che sia “legittimo”. La Matvienko, come riporta l’Ansa, ha paragonato, questa iniziativa a quella del referendum scozzese.

TENSIONI RELAZIONI DIPLOMATICHE – Ieri, Samantha Power, ambasciatore Usa presso l’Onu, ha annunciato che gli Usa non riconosceranno il risultato del referendum del 16 marzo sul futuro della Crimea, perché non si voterà in tutta l’Ucraina.
“Qualsiasi discussione sul futuro dell’Ucraina deve includere il governo legittimo dell’Ucraina” ha detto la Power sottolineando che è stato chiesto l’immediato e libero accesso degli osservatori internazionali in Crimea in quanto si rivela “un lavoro fondamentale che dovrebbe essere accolto favorevolmente dalla Russia”.
Infine, questa mattina, il ministro degli affari esteri francese, Laurent Fabius ha annunciato che all’inaugurazione dei Giochi paralimpici di Sochi che si svolgerà oggi, non prenderà parte nessun rappresentante del governo francese in segno di protesta contro la presenza militare russa in Ucraina: “Non ci saremo. Se ci fossero stati ministri francesi sarebbe stato molto inopportuno. Non si tratta di penalizzare gli atleti francesi che invece parteciperanno” ha detto Fabius alla radio France Info.

Redazione

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