“Non fu procurato aborto”, la Procura di Roma chiede l’archiviazione per Massimo Di Cataldo

Protesta contro violenza sulle donne (getty images)
Protesta contro violenza sulle donne (getty images)

Il pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma ha chiesto oggi l’archiviazione per il cantante Massimo Di Cataldo dall’accusa di procurato aborto fattagli dall’ex compagna, Anna Laura Millacci. A smentire sarebbe stato l’esito della perizia medico legale al quale la donna si era sottoposta a gennaio. Per l’artista resta però in piedi l’accusa di maltrattamenti, per la quale la sua posizione è stata stralciata.

L’ex compagna di Di Cataldo aveva pubblicato su Facebook – nel luglio scorso – alcune foto in cui mostra lividi in volto e anche un feto morto, ritenuto espulso con un aborto spontaneo, sostenendo: “Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare”.

Qualche settimana dopo, in un’intervista all’Ansa, il cantante aveva spiegato: “E’ vero, abbiamo avuto una lite, ma non l’ho mai picchiata. Sono stufo di essere etichettato come un mostro. Anna Laura ha tentato di distruggermi, come uomo e come artista, ma ho fiducia nella magistratura e so che la verità verrà a galla”. Questa la versione dei fatti di Massimo Di Cataldo: “Io non ho fatto niente per ridurla in quel modo. Probabilmente ci siamo anche un po’ spintonati. Magari l’ho fermata mentre andava su tutte le furie, ma non l’ho mai picchiata”.

Redazione online