8 Marzo. La festa della donna al Quirinale

Palazzo del Quirinale (Getty Images)
Palazzo del Quirinale (Getty Images)

L’8 marzo è una delle ricorrenze più celebrate tra quelle internazionali dedicate ad eventi storici (si pensi, ad esempio, alla giornata della Memoria, forse altrettanto considerata da media e politica) o fenomeni (la giornata contro l’omofobia e la transfobia o la festa del Lavoro del 1 maggio). Ma l’8 marzo è, a differenza di molte altre, una festa sentita, durante la quale le donne, in Italia e altrove, sembrano riacquistare per un giorno coscienza della propria condizione e manifestano reciproca solidarietà. Le modalità dell’intervento durante questa giornata sono variegate come variegato è il panorama sociale, associazionistico e politico italiano.

Da una parte le istituzioni si sono fatte carico delle celebrazioni ufficiali, con il Quirinale in primo piano. Da questa notte una luce rossa ha illuminato l’obelisco di Piazza del Quirinale per ricordare le donne uccise in Italia; assieme alla proiezione in rosso, per ricordare a livello simbolico il sangue versato, compaiono nel monumento temporaneo i nomi delle donne ammazzate per femminicidio. Clio Napolitano ha depositato sotto l’obelisco un mazzo di fiori.

Sempre al Quirinale si è svolta la consueta cerimonia dell’8 marzo. Tra le prime ad intervenire, la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, la quale ha detto “Oggi è un giornata molto importante, una giornata solenne” ed ha ricordato una delle prime manifestazioni letterarie della cultura occidentale, all’interno della quale compare il fenomeno della violenza contro le donne: quella condotta contro le 50 figlie di Danao, de danaidi, forzate al matrimonio e poi ribellatesi con l’uccisione del proprio partner. “Sul ruolo delle donne, da allora, l’umanità ha compiuto passi avanti e passi indietro”, ha continuato Giannini affermando che “è evidente a tutti che libertà e uguaglianza devono procedere di pari passo”. Non è mancato un discorso della ministra sulla questione dei diritti negati a cui è dedicato l’8 marzo di quest’anno al Quirinale:”Lo sforzo normativo c’è stato, il paese ha fatto la sua parte, ma la violenza è rimasta. La questione femminile è ancora una questione aperta”. In questo ambito, “la Scuola, luogo elettivo dove si creano le premesse per una nuova sensibilità”, deve saper fare la sua parte.

La ministra degli Esteri, Federica Mogherini, ha parlato dal palco invitando soprattutto i giovani ad intraprendere quella via che coincide con il rischio, con la novità e con il superamento dei dogmi culturali che discriminano sulla base del genere.

A Lucia Annibali, l’avvocato pesarese che è stata sfregiata con l’acido durante un episodio di violenza di genere, è stato conferito un premio “Per il coraggio, la determinazione, la dignità con cui ha reagito agli affronti fisici subiti”. A fianco a lei numerose altre figure dell’impegno per la difesa dei diritti femminili in Italia tra le quali Franca Viola, la prima donna che rifiutò un matrimonio riparatore in Italia.

“I miei affettuosi auguri e il mio incoraggiamento vanno a tutte le donne che in italia e all’estero, ribellandosi, hanno non solo difeso i propri diritti ma affermato libertà valide per tutti”, ha detto Giorgio Napolitano nel suo intervento , dopo aver ricordato il lavoro istituzionale fatto dalle ministre del governo Letta e da quelle neo-nominate intestatarie di dicasteri per il governo Renzi. Il capo dello Stato ha poi voluto ricordare l’azione delle tante associazioni che si occupano dei diritti delle donne. “L’8 marzo sarebbe solo una festa vuota se non servisse a puntare con maggior determinazione l’obiettivo politico e sociale sulla realtà della condizione femminile”, ha aggiunto Napolitano. “Questo 8 marzo 2014 lo dedichiamo sia ai diritti negati sia alle vittorie; lo dedichiamo al più tragico fenomeno della condizione femminile, quello della violenza perpetrata contro le donne”, ha continuato. Parlando di sessismo come di un “virus duro da estirpare” a volte alimentato dalle nuove tecnologie, altre volte – soprattutto quando le donne vi ricorrono per difendersi dagli aggressori – affossato dalle stesse. “Il principale deterrente contro la violenza maschile è tuttavia l’esclusione da parte degli altri uomini”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

Redazione online