L’8 marzo in Italia. Donne e uomini per aborto, cultura al femminile e contro il femminicidio

Protesta contro violenza sulle donne (getty images)
Protesta contro violenza sulle donne (getty images)

La festa della donna non si riduce alla cerimonia istituzionale svoltasi al Quirinale, dove, come di consueto, il presidente Giorgio Napolitano ha accolto un cospicuo pubblico per conferire onorificenze a coloro – donne e uomini – che si sono distinti per la lotta contro la discriminazione contro la componente femminile del paese. Disseminate sulla penisola e sul web, numerose manifestazioni faranno da corollario alla festa della donna delle italiane, alle loro rivendicazioni e alle loro richieste di diritti.

I temi e le problematiche che caratterizzano questo 8 marzo nelle piazze italiane sono quelli ormai riconosciuti e purtroppo non superati che caratterizzano la condizione femminile nel nostro paese e non solo: aborto, violenza di genere, accesso e produzione culturale delle donne.

La questione dell’interruzione volontaria di gravidanza è al centro delle mobilitazioni della campagna “Io decido”, ripresa dalla protesta internazionale di origine iberica “Yo decido” organizzata da collettivi femministi e associazioni che si battono per l’autodeterminazione femminile. Solidarizzando con le cittadine spagnole che protestano contro la legge introdotta dal governo conservatore presieduto da Mariano Rajoy, la quale limita fortemente l’accesso all’aborto per le donne spagnole, sono state organizzate manifestazioni nelle principali città italiane: Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova. I comitati promotori della campagna italiana sostengono la necessità della difesa della 194, la norma che in Italia regolamenta l’igv e che, dicono, è sottoposta a continui attacchi, soprattutto per la presenza crescente di obiettori di coscienza all’interno dei consultori. Con “Io decido” si pone poi l’accento sul tema dell’accesso al reddito delle donne e dei cittadini, riconoscendo il principio secondo il quale, senza libertà economica, non c’è possibilità di vera emancipazione, di vera destituzione della violenza di genere. Chiaro anche un riferimento alla lotta contro la repressione dei movimenti: “Che l’otto marzo sia la rivolta in cui si afferma pienamente che senza reddito non c’è alcuna libertà, perché se non hai reddito, dice un’amica cara, dove cavolo vuoi andare? Che sia il giorno in cui compagni e compagne si sentano unit* contro la repressione, costante, di ogni traccia di ribellione. Che ci si ami follemente (pensando anche ai compagni e alle compagne NoMuos e non solo), perché è insieme che, forse, ce la possiamo fare. Che sia un rumore assordante di libertà vera che tracci una linea di confine con i razzismi, gli autoritarismi, con tutte le forme di oppressione degli individui”, si scrive sul blog Abbatto i muri a questo proposito.

Sul fronte cultura a Milano si apre oggi la Casa delle donne, spazio concesso dall’amministrazione comunale all’interno del quale si propongono di organizzare eventi e attività a sostegno della produzione culturale al femminile.

Sul tema del femminicidio e della violenza condotta sulla base del genere sessuale, si terrà oggi un convegno a Cassino, eloquentemente intitolato “MaschiVSFemmineVSMaschi”, durante il quale sull’argomento prenderanno parola numerosi relatori sotto il patrocinio dell’associazione culturale A.Legaccio di Sant’Elia Fiumerapido. I lavori della conferenza sono stati preceduti, ieri, da un flash-mob organizzato a largo S. Antonio, durante il quale gli studenti di una locale scuola di ballo hanno sensibilizzato i presenti.

 

Nicoletta Mandolini