Ucraina: telefonata tra Renzi e Obama. Coldiretti lancia allarme embargo russo su esportazione maiale dall’Ue

Manifestanti filo russi a Sebastopoli (Getty images)
Manifestanti filo russi a Sebastopoli (Getty images)

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente americano, Barack Obama sul tema della questione dell’Ucraina.

Stando a quanto si apprende, il premier italiano avrebbe ribadito al presidente americano la forte partnership con gli Stati Uniti per la risoluzione positiva della crisi insieme agli altri partner europei, secondo quanto concordato e ribadito dal vertice straordinario di Bruxelles di giovedì scorso.

RELAZIONI DIPLOMATICHE– Obama ha anche sentito il presidente francese François Hollande, con cui ha stabilito che “senza progressi” da parte della Russia all’adesione ad un gruppo di contatto con il ritiro delle forze militari in Crimea e l’autorizzazione al dispiegamento di osservatori internazionali “saranno adottate altre misure”.
Secondo una nota dell’Eliseo, queste misure “colpiranno in modo sensibile le relazioni fra la comunità internazionale e la Russia, cosa che non è nell’interesse di nessuno”.
I due leader hanno concordato “di perseguire il loro sostegno alle nuove autorità ucraine, ivi compresa la preparazione, sotto il controllo internazionale e nella più grande trasparenza, delle elezioni presidenziali del 25 maggio” e confermando “l’importanza del perseguimento del coordinamento in corso fra le posizioni dell’Ue e degli Usa”.

Nel frattempo, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso da Atene ha annunciato che l’Unione europea ha “un debito, un dovere di solidarietà nei confronti dell’Ucraina, lavoreremo con loro nel modo più stretto possibile. Più di cento persone sono già morte in Ucraina per i valori europei, per seguire i valori europei”.

CRIMEA – Intanto dalla Crimea giugono segnali sempre più preoccupanti: infatti, per la seconda volta, gli osservatori dell’Ocse sono stati respinti ad un check point. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito degli spari per intimidire gli esperti internazionali.
Si apprende inoltre dall’inviata di Rainews, che la Russia stia inviando altri soldati nella regione autonoma. Una notizia che il presidente russo Vladimir Putin continua a negare nonstante le testimonianze dei giornalisti che riferiscono di decine di mezzi militari, tra i 50 e i 60 mezzi, diretti alla basa militare dell’aeroporto civile di Simferopoli. I soldati hanno intimato gli operatori a non riprendere immagini.

Ma la tensione si estende anche in altre zone del paese con proteste filo russe che si sono svolte oggi a Donetsk e Kharkiv, nella parte orientale dell’Ucraina.

ALLARME COMMERCIO – Sul fronte della relazioni commerciali oltre ai timori per quanto rigaurda la fornitura di gas, la Coldiretti ha lanciato l’allarme dell’embargo della Russia sull’importazione di maiali, carne di maiale, salumi e prosciutti proveniente da tutti i Paesi dell’Unione Europea come ritorsione al sostegno all’Ucraina.

La Coldiretti sottolinea che “il braccio di ferro si sta facendo sentire pesantemente sul mercato alimentare, dal grano alla carne di maiale. La Russia ha infatti chiuso le frontiere a tutto l’export europeo di maiali, carni di maiale e trasformati in violazione delle regole sugli scambi alla Wto di cui è membro dal 2012 prendendo a pretesto la scoperta a fine gennaio, di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia, in zone di frontiera con la Bielorussia”.

“Oltre al danno diretto dovuto alle mancate esportazioni – prosegue Coldiretti- si sta verificato un danno indiretto perché i maiali tedeschi che normalmente vengono spediti in Russia ora arrivano in Italia con danni per gli allevatori ma anche per i consumatori perchè carne e derivati del maiale vengono spesso spacciati come Made in Italy perchénon è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta”.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Crisi Crimea, la Russia minaccia sospensione del piano di disarmo nucleare Start
Ucraina: la Cina invita i paesi occidentali alla moderazione e non nasconde la sua simpatia per la Russia
Crimea, Lavrov invita gli Usa a non intraprendere passi “frettolosi”