Indagine Almalaurea: la disoccupazione tra i laureati oltre il 25%

Un'aula universitaria italiana (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Un’aula universitaria italiana (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

La crisi e l’aumento della disoccupazione giovanile non sono fattori che riguardano soltanto coloro i quali si ritrovano con un livello di istruzione medio basso, ma colpiscono anche i laureati. A sostenerlo è una ricerca di Almalaurea, secondo la quale i neo laureati disoccupati sono il 26,5% di chi ha terminato la triennale, il 22,9% di quelli con laurea specialistica e il 24,4% di chi ha una laurea magistrale a ciclo unico.

Se il dato viene rapportato al 2008, primo anno in cui il numero dei disoccupati tra i laureati è iniziato a crescere, ci si rende conto di un incremento esponenziale in appena un quinquiennio. Nell’anno delle proteste dell’Onda, infatti, i disoccupati si fermavano al 15,1% per i laureati di primo livello e al 16,2% del secondo. A questo si deve aggiungere il calo di circa il 20% delle retribuzioni reali, passate da 1.200 euro a meno di mille euro.

Nella sua ricerca, Almalaurea consiglia di “dare maggior peso alla conoscenza e alla competenza piuttosto dell’abitudine consolidata a premiare, come oggi, l’anzianità anagrafica e di servizio”. Ai dati sulla disoccupazione, si aggiunge quello ancora più sconfortante dell’abbandono scolastico dopo il diploma di studi superiori; l’istituto evidenzia infatti che appena il 30% dei diciannovenni si iscrive a un programma di studi di livello universitario. In termini assoluti, secondo i dati resi noti dall’Anagrafe degli studenti universitari italiani che viene regolarmente monitorata dal Miur, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, nei giorni scorsi, il numero degli immatricolati all’università è calato in Italia di circa 90.000 unità nel giro di un solo decennio.

Redazione online