Italicum: emendamenti quote rosa saranno sottoposti al voto segreto della Camera

L'Aula della Camera dei Deputati (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
L’Aula della Camera dei Deputati (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Sembra che si possa arrivare a un accordo, alla Camera, rispetto alla legge elettorale ribattezzata Italicum e in particolare rispetto alla cosiddetta parità di genere. L’approccio verso il quale si stanno indirizzando Partito Democratico ma soprattutto Forza Italia – contraria a norme sulle ‘quote rosa’ – è quello della libertà di coscienza. In particolare, a esser preso in considerazione sarà l’emendamento presentato da Roberta Agostini, della minoranza Pd, che prevede la parità di genere in una percentuale di 60 a 40, per i capilista.

Soltanto su questo emendamento, il governo si rimetterà alla volontà dell’Aula, mentre per quel che riguarda le altre proposte sulle quote rosa l’esecutivo ha di fatto annunciato parere contrario. Ieri la deputata pesarese, già Responsabile nazionale per le Donne e per le Pari Opportunità del Pd durante le segreterie Epifani e Bersani, aveva sottolineato: “Sono gli articoli 3 e 51 della Costituzione a chiedere che la Repubblica promuova con appositi provvedimenti la presenza delle donne nelle istituzioni”.

Di parere opposto rispetto alla costituzionalità della norma è invece Francesco Paolo Sisto, relatore della legge e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera: “Le leggi non si fanno sulla spinta emotiva o sulle pressioni, seppur piccole, di alcuni. Introdurre la parità di genere per legge sarebbe anche a rischio ‘incostituzionalità’: ci sono due sentenze della Corte costituzione, la n.422 del 1995 e una del 2010, che dicono che le quote di genere vanno contro gli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione”.

Intanto è stata raggiunta un’intesa di maggioranza sulla delega al governo per la definizione dei collegi, che dovranno essere al massimo 120. Lo ha detto Paolo Sisto, che poi ha comunque richiesto – su sollecitazione della Lega – una nuova riunione di dieci minuti della Commissione. La presidente dell’Aula di Montecitorio ha concesso la pausa, augurandosi poi “che si possa proseguire spediti nella votazione”.

L’esame alla Camera è rincominciato alle 18h dopo la riunione del Comitato dei nove che hanno deciso che sugli emendamenti bipartisan che introducono la parità di genere nella riforma elettorale dovrà decidere l’Aula della Camera con il voto segreto richiesto da 46 deputati, molti dei quali come sottolinea ilfattoquotidiano di Forza Italia.

Il Movimento Cinque Stelle ha dichiarato di non essere favorevole agli emendamenti per la parità di genere che “dimostrano l’ipocrisia che regna sovrana in questo Parlamento: non è corretto stabilire per legge delle quote di partecipazione”.
E’ quanto ha dichiarato Federica Dieni, intervenuta in aula per il M5s e poi aggiungendo che “Chiediamo asili nido e assistenza per consentire alle donne di lavorare senza essere obbligate a scegliere tra lavoro e famiglia. Qui in Parlamento invece noi siamo l’emblema del fatto che se il voto è libero i cittadini scelgono per il meglio. Tra gli uomini come tra le donne”.

Il Comitato dei nove ha anche riformulato l’emendamento sulle multicandidature con il parere favorevole della Commissione: la nuova formulazione prevede un massimo di 8 multicandidature.

Il relatore alla riforma elettorale, Paolo Sisto al termine della riunione del Comitato ha auspicato che il testo sia approvato entro stasera alla Camera. Infatti, nel programma è prevista anche una seduta notturna fino a Mezzanotte

Infine si apprende che Fi ha ritirato l’emendamento “Salva Lega”.
Redazione online