Italicum oggi alla Camera: Deputate in protesta vestono di bianco

Rosi Bindi (Franco Origlia/Getty Images)
Rosi Bindi (Franco Origlia/Getty Images)

Dopo il rinvio della scorsa settimana, tra oggi e domani si dovrebbe concludere l’epopea parlamentare che sta interessando la legge elettorale. Con la seduta che doveva iniziare alle 11.00 alla Camera dei Deputati sarebbe dovuta cominciare una giornata controversa al termine della quale il progetto del governo Renzi sull’Italicum potrebbe concretizzarsi oppure no, magari frenato dalla cosiddetta questione sulla parità di genere.

Il tema dell’equo accesso alle cariche istituzionali delle donne è quello che più, in queste ore, rischia di frapporre un ostacolo alla frenetica attività dell’attuale esecutivo. Si attende in particolare l’esito della commissione Affari costituzionali della Camera, la quale è incaricata di revisionare gli emendamenti messi da parte e potrebbe, sollecitata dalle richieste delle deputate che si sono unite in una coalizione bipartisan di “sorellanza”, rispolverare la proposta di modifica che preveda l’introduzione delle cosiddette quote rosa. Proprio a causa dello slittamento delle tempistiche in commissione, la seduta delle 11.00 è slittata ed è stata rimandata alle 14:30 di oggi.

Per spingere la commissione e sensibilizzare i colleghi deputati qualora l’emendamento dovesse approdare in aula, le parlamentari che hanno aderito alla mobilitazione e che nelle scorse ore hanno firmato un appello rivolto ai principali leader di partito, hanno scelto di organizzare una protesta silenziosa e di vestirsi in bianco.

All’interno del Partito Democratico la posizione più radicale è quella della senatrice Rosi Bindi, la quale ha fatto sapere che, nel caso l’emendamento non dovesse passare, da parte sua si riserva il diritto di non prendere parte alla votazione.

In Forza Italia, l’ex ministra alle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, sta difendendo la causa della parità di genere ed ha dichiarato ai microfoni di Repubblica: “Ma c’è una parte del ceto politico che è affezionato ai propri difetti, specie quando i difetti si traducono in poltrone parlamentare”.

Il fatto che il tema della parità di genere sia ancora irrisolta non sembra, tuttavia, preoccupare il premier Renzi, il quale ieri a Che tempo che fa ha ipotizzato tempi molto veloci per l’approvazione: “Domani si finisce, al massimo martedì mattina”. Sulla parità di genere le dichiarazioni dell’ex sindaco di Firenze mettono in chiaro un approccio favorevole all’eventuale emendamento, ma sempre nei limiti dell’accordo stilato con Forza Italia: “Se troviamo una soluzione che va bene a tutti sono felice, è giusto che sia scelta politica”, ha detto Renzi.

Sul tema il governo ha fatto sapere che si rimetterà alla discussione della Camera.

 

Redazione online