Partecipò a convention di Fratelli d’Italia, Valeria Grasso esclusa dalla lista Tsipras

Valeria Grasso (screenshot Servizio Pubblico/Youtube)
Valeria Grasso (screenshot Servizio Pubblico/Youtube)

Aveva partecipato, il 25 novembre dello scorso anno, a ‘Rifare l’Italia’, un’iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia, formazione di area di destra guidata dagli ex ministri Giorgia Meloni e Ignazio La Russa; per questo motivo, dopo le pressioni giunte da parte del giornalista vicino ai No Muos, Antonio Mazzeo, e le polemiche di alcuni organi di stampa, l’imprenditrice antiracket Valeria Grasso è stata esclusa dalla lista ‘L’Altra Europa con Tsipras’.

Ha spiegato Mazzeo che “Valeria Grasso fino a pochi giorni fa andava a braccetto con La Russa, che ha avuto un ruolo importante nella militarizzazione del Mediterraneo. Oggi si presenta un problema politico: la nostra è una lista di sinistra e non possono essere presenti persone che hanno partecipato a iniziative organizzate dall’estrema destra”. Da parte sua, l’imprenditrice ha replicato in una lettera indirizzata ai garanti della lista di aver accettato la candidatura “perché credo che le politiche europee dell’austerità abbiano rafforzato la mafia, il più grande partito politico d’Italia nonché la più grande multinazionale conosciuta in tutto il mondo e oggi esportata anche in Europa”.

“Sono venuta a conoscenza della mia esclusione dalla lista senza aver ricevuto nessun avviso o chiamata diretta da alcuno dei garanti. Il silenzio intorno mi ha fatto sentire sola come quando ho dovuto affrontare le conseguenze delle denunce alla richiesta del pizzo”, ha accusato Valeria Grasso, alla quale è arrivata la solidarietà di un’altra “esclusa eccellente” al centro di alcune polemiche nei giorni scorsi, l’eurodeputata uscente Sonia Alfano, che ha spiegato come l’imprenditrice “avrebbe dovuto rappresentare nella Lista Tsipras una figura di eccellenza dato che non appartiene al mondo della destra né a quello della sinistra. Poteva incarnare al meglio i valori dell’antimafia e del rispetto di quei principi per cui in tanti sono morti in questo Paese”. Ha chiosato Sonia Alfano: “Ancora una volta sono prevalsi invece gli estremismi di chi si crede e si sente migliore degli altri”.

La lista a sostegno di Tsipras deve intanto fare i conti con un’altra ‘diserzione’, anche se i motivi sono diversi. L’attivista di Peacelink Antonia Battaglia, nota per le sue battaglie contro l’Ilva e candidata nella circoscrizione Sud, ha rinunciato alla candidatura, perché nelle varie circoscrizioni molti sono i candidati di Sel: “Avevo posto una condizione ‘sine qua non’ che nella lista ‘L’Altra Europa con Tsipras’ non ci fossero esponenti dei partiti politici e in particolare di Sel, le cui posizioni su Taranto sono in contrasto con ciò che rappresento”. A pesare, in particolar modo, l’avviso di garanzia per concussione ricevuto da Vendola nell’inchiesta sull’Ilva.

Ha replicato alla Battaglia, Giuliana Sgrena: “Non possiamo farci irretire da posizioni fondamentaliste che del resto abbiamo sempre combattuto”. Ma l’ambientalista non fa passi indietro e rilancia: “Ben venga il mio fondamentalismo, se fondamentalismo vuol dire non accettare di fare neanche un metro di strada mano nella mano con chi è coinvolto in questa vicenda che ha devastato la mia città. Non si chiama fondamentalismo, si chiama rispetto della legalità, della coerenza, rispetto per la propria città e la propria gente, si chiama amore per Taranto e si chiamano principî di etica politica”.

Redazione online