Dissidenti M5S, il senatore Battista annuncia: “Mi hanno minacciato, non mi dimetto”

Il logo del M5S (Getty Images)
Il logo del M5S (Getty Images)

“Gettare la spugna in questo momento significherebbe darla vinta a chi si è reso responsabile di gesti inqualificabili e se mi dimettessi il mio si tradurrebbe in un messaggio negativo”, con queste parole Lorenzo Battista, senatore espulso dal Movimento 5 Stelle insieme a tre suoi colleghi, ha annunciato nelle scorse ore la propria intenzione di restare in Parlamento, legando questa sua scelta all’increscioso episodio di qualche giorno fa, quando egli e il suo collega senatore, Luis Alberto Orellana, erano stati i destinatari di una busta contenente minacce e due proiettili.

Prosegue il senatore: “Non me ne vado soltanto perché sono stato minacciato di morte. Sono stato eletto nelle fila del M5S e credo di essere ancora in grado, pur da esterno, di portare avanti i principi e i valori fondanti del movimento. Ma soprattutto credo di poter raggiungere, in nome dei cittadini della regione, una serie di risultati concreti in un momento in cui il movimento non è in grado di coglierli”.

Intanto, in queste ore la Rete sta divulgando alcuni dati tratti dall’osservatorio online Openpolis, una piattaforma che monitora “130mila politici eletti, dal parlamento europeo fino al più piccolo comune d’Italia”. Secondo questi dati, Lorenzo Battista sarebbe tra i senatori eletti con il Movimento 5 Stelle più attivi, avendo presentato come primo firmatario ben cinque proposte di legge, mentre altri due ‘espulsi’, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, ne hanno presentate quattro a testa.

Sorprende, al contrario, il report riguardante alcuni dei deputati più noti: Alessandro Di Battista, Carlo Sibilla e Manlio Di Stefano hanno presentato un solo disegno di legge a testa, mentre nessuno è stato presentato da Angelo Tofalo e Riccardo Nuti.

Redazione online