Lettera di Stefano Benni a No Tav in carcere: “Grazie a giovani come te, questo Paese ha ancora un pezzo di anima”

Stefano Benni (foto Anneli Salo, licenza CC-BY-SA-3.0)
Stefano Benni (foto Anneli Salo, licenza CC-BY-SA-3.0)

Dopo quelle di Ascanio Celestini ed Erri De Luca, arriva oggi una nuova presa di posizione che farà molto discutere da parte di uno scrittore sulla questione No Tav. Stefano Benni, infatti, autore di romanzi di successi come ‘Saltatempo’ e ‘Bar Sport’, ha indirizzato una lettera a uno dei quattro arrestati e accusati di terrorismo per aver sabotato alcuni macchinari in un cantiere della Torino-Lione, Mattia Zanotti.

Scrive Benni: “Da tua madre vengo a sapere del tuo momento difficile. Non ti conosco. Ma ho avuto la tua età e mi sono ribellato, e ho provato rabbia e ho conosciuto, anche se per breve tempo, la prigione militare. Non ho nessuna lezione da darti, se non questa: quando ero chiuso in caserma, leggevo, parlavo con i miei compagni, scrivevo. Tutto, pur di non sprecare il mio tempo, pur di non darla vinta a chi mi aveva privato della libertà. E ci sono riuscito”.

Prosegue lo scrittore, che agli inizi della sua carriera è stato autore televisivo per gli show di Beppe Grillo: “Non conosco la tua storia, immagino sia quella di molti giovani che vivono in questo paese apparentemente senza anima e senza speranza. Mio figlio ha scelto di lavorare all’estero, nelle emergenze umanitarie. Tu hai scelto di batterti per le cose in cui credi. Finché ci saranno giovani come voi, anche se diversi nelle idee e nelle forme di lotta, mi viene da pensare che questo paese abbia ancora un pezzo di anima e un respiro di speranza”.

“A volte si è più liberi dietro un muro, che in un deserto di indifferenza. Tieni duro”, ha concluso Stefano Benni.

Redazione online