Padova: studente attivista No Tav pestato a sangue in Questura

No Tav (Getty images)
No Tav (Getty images)

Un giovane studente di 22 anni Zeno Rocca sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata da Sel riguardo ad un pestaggio di cui è stato vittima e messo in opera da un gruppo di agenti della celere.

E’ quanto sarebbe accaduto ieri al giovane alla fermata di un tram a Padova dove dopo esser stato aggredito dalle forze dell’ordine è stato trattenuto per sette ore in una cella di sicurezza alla Questura nonostante avesse una costola rotta.

Secondo quanto riporta Huffington post, il ragazzo, residente a Padova, è un attivista del centro sociale Pedro ed è coinvolto anche nelle mobilitazioni in Valsusa.
Il caso di Rocca ha sollevato la mobilitazione di alcuni movimenti del Nord Est, dopo che ieri pomeriggio quando lo studente si è recato in Questura per un obbligo di firma, come misura cautelare per le vicende in Valsusa, è stato aggredito all’uscita della questura.
Infatti, quando Rocca è uscito dalla Questura si è recato ad una fermata del tram in pieno centro di Padova e dove dopo qualche istante l’ha ragiunto un furgone della celere e dal quale una decina di agenti lo avrebbero minacciato: “Toccaci così poi ti insacchiamo di mazzate” oppure “Ti arrestiamo. Dacci i documenti”.
Secondo Aurora D’Agostino il legale del giovane, Rocca si sarebbe spaventato chiedendosi il perché gli agente continuassero ad accanirsi contro di lui.
Secondo alcune testimonianze di altri studenti che erano uscite dalle scuole, Rocca è stato poi accerchiato dagli agenti in tenuta antisommossa che lo avrebbero poi colpito fortemente al torace, al collo e alla testa.
Successivamente, secondo il racconto di Rocca, gli agenti lo hanno portato in questura lasciandolo per sette ore nella cella di sicurezza “senza la possibilità di contattare un avvocato”, ha raccontato il giovane che appena rilasciato si è recato al pronto soccorso.

Il referto medico ha constatato una costola rotta, una distorsione della cervicale e contusioni multiple mentre sui polsi i medici hanno evidenziato segni chiarissimi delle manette strette troppo forte.

“Un episodio che purtroppo fa pensare ai tanti casi di persone fermate senza una reale ragione come Giuseppe Uva“, ha dichiarato l’avvocato del goovane annunciando che presenterà una denuncia.

Tuttavia, Rocca è stato a sua volta denunciato per i reati di minacce, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità.

“Un modo per coprire le pesanti responsabilità delle forze dell’ordine”, commenta Beppe Caccia, consigliere comunale di Venezia da sempre vicino ai movimenti.

Redazione