Savona, la Procura chiude la Tirreno Power a Vado Ligure

Particolare degli impianti Tirreno Power (foto Davide Papalini, licenza Cc-BY-SA-2-5)
Particolare degli impianti Tirreno Power (foto Davide Papalini, licenza Cc-BY-SA-2-5)

I carabinieri del Noe hanno notificato oggi il sequestro – ordinato dalla procura di Savona – degli impianti della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, sulle cui emissioni nocive è in corso un’indagine. Sono dunque state avviate le operazioni di spegnimento dei due gruppi a carbone che alimentano la centrale, per le quali occorrerà pressappoco una giornata. Il gip Fiorenza Giorgi ha avallato dunque la richiesta della Procura, decisa in seguito alle verifiche portate avanti dai consulenti del Ministero dell’Ambiente e della stessa magistratura locale.

Nominato custode giudiziario il direttore della centrale Massimiliano Salvi, ma a quanto si apprende – in ogni caso – l’eventuale esecuzione del provvedimento cautelare non porterebbe al blocco della centrale. La Tirreno Power è un’ex centrale Enel, ora controllata al 50% dai francesi di Gdf-Suez e partecipata al 39% da Sorgenia. Sulla sua attività, sono aperte due inchieste, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo.

Secondo quanto sostiene la procura di Savona, l’impianto avrebbe causato “tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012”. Da parte sua, l’azienda ha sempre respinto le accuse.

Redazione online