Milan, oggi è la giornata decisiva: incontro Berlusconi-Bee Taechaubol

Bee Taechaubol, sulla sinistra, qui con Kluivert e Cannavaro (getty images)
Bee Taechaubol, sulla sinistra, qui con Kluivert e Cannavaro (getty images)

Oggi è una giornata importantissima per il futuro del Milan. Non tanto per la partita di campionato contro il Genoa a San Siro, o comunque non solo per questo, ma quanto per l’incontro che andrà in scena questo pomeriggio ad Arcore tra il Presidente Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol, il magnate thailandese interessato all’acquisto di una quota di maggioranza del club rossonero. Alle 18-18,30 ‘Mr.Bee’ dovrebbe varcare le porte della residenza della famiglia Berlusconi e lì inizierà l’ultimo atto di questa lunga trattativa, andata avanti sottotraccia. O dentro o fuori, questo è certo, non ci sarà un seguito, in bene o in male. L’imprenditore asiatico capirà se ci saranno possibilità di chiudere l’affare o se dovrà rinunciarci definitivamente.

Nella giornata di ieri l’abbandono di ‘Mr.Bee’ all’hotel in cui alloggiava a Milano con tutto il suo entourage aveva fatto temere ad un improvviso stop alle trattative, ma era semplicemente uno spostamento a Ginevra per una giornata in quanto si sposava un conoscente dello stesso Taechaubol. E qui si è approfittato anche per ultimare con la banca d’affari Rothschild i dettagli del piano finanziario da sottoporre a Berlusconi. Oggi sarà di ritorno in Italia.

Dalle ultime indiscrezioni riportate anche da La Gazzetta dello Sport, il piano che verrà prospettato all’attuale presidenza rossonera è questo: acquisto di una quota di maggioranza del club, forse un po’ al ribasso rispetto ai primi approcci, meno dei 500 milioni per il 60% ipotizzati, con la palla che poi passa a Berlusconi che potrebbe anche rimanere Presidente. Occhio anche al memorandum d’intesa firmato tempo fa dove è presente anche una penale da pagare nel caso l’affare verrà posticipato oltre il 30 Aprile. E sullo sfondo rimangono i cinesi, pronti a subentrare nel caso questa trattativa non verrà conclusa.

Marco Orrù