Hawking snobba Einstein, esiste l’uscita da un buco nero!

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    Stephen Hawking ha incantato e stupito più di mille svedesi accorsi a sentirlo a Stoccolma in un teatro pubblico con le sue teorie scientifiche e precisamente sulle teorie relative ai buchi neri.
    I buchi neri sono stelle collassate sotto il peso della propria gravità, per la relatività generale, cioè per le teorie di Einstein, lì il campo gravitazionale è così forte che qualsiasi cosa ci caschi dentro non riesce più a uscirne. Ma Hawking, sfidando Einstein, ha concluso la sua conferenza dicendo ironicamente che, invece, dobbiamo cominciare a pensare che “i buchi neri non siano così neri come sono sempre stati dipinti”. Anzi: “forse se ne può persino uscire dall’altra parte”, ha detto il cosmologo britannico.

    Per tantissimi anni, infatti Hawking ha sbattuto la testa sull’impossibilità di conciliare la definizione di buco nero della relatività generale con i capisaldi della fisica e in particolare con l’altra metà del cielo della fisica moderna, cioè la meccanica quantistica. Per la relatività generale tutto si perde all’interno del buco nero, e non si sa dove vada a finire. Ma per la meccanica quantistica, invece,  non è possibile che si perdano le informazioni. Cosi nasce un caso scientifico.
    Hawking ha rivelato i dettagli della sua nuova teoria. L’informazione che cade all’interno del buco nero, ha spiegato a grandi linee, resterebbe aggrappata ai margini del buco stesso, al di qua del cosiddetto “orizzonte degli eventi”, per poi “stamparsi” sulla sua radiazione.
    A onor del vero, l’idea di Hawking non è considerata così rivoluzionaria dai cosmologi. Anzi: esistono molte teorie che si muovono in direzioni simili, e che, a differenza di quella annunciata da Hawking, sono già state messe nero su bianco sulle riviste scientifiche. La ricerca continua, una cosa è certa, se si cade dentro un buco nero non ci si fa male….forse.

     GR