Matteo Renzi: “Basta rosiconi, dobbiamo voler bene all’Italia”

Matteo Renzi (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Durante il suo intervento all’assemblea Coldiretti a Expo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi,  ha lanciato un appello: “Dobbiamo voler bene all’Italia, paese leader nel mondo per fascino e prodotti. Dobbiamo parlare bene dell’Italia, altrimenti non siamo credibili e all’estero non ne vinciamo una di battaglia”. Ha chiarito il premier: “Expo è un tentativo di dire che noi vogliamo bene all’Italia e di smetterla di parlare male. Si può parlare male del governo, se dobbiamo litigare litighiamo, va bene, siamo in democrazia. Ma quando si parla dell’Italia bisogna smettere di sputare addosso al nostro Paese”.

Renzi ha aggiunto: “Nel mondo c’è fame d’talia e andrà sempre meglio, non credete ai gufi. Anzi no, dice che non si può dire perchè si offendono. E allora non credete ai profeti di sventura. Non credete ai rosiconi. L’Italia è un paese leader mondiale per fascino e suggestione e qualità dei prodotti”. Quindi ha ricordato: “Nella legge di stabilità 2015 abbiamo messo soldi per l’export e negli Usa l’export italiano è cresciuto il doppio dei paesi dell’eurozona”. Poi l’annuncio: “Il prossimo anno l’Imu agricola sarà cancellata: dal primo gennaio 2016 non si pagherà più. E anche sull’Irap agricola avete ragione”.

Un capitolo a parte merita la questione del caporalato e il premier spiega: “Sul caporalato ci prendiamo un impegno, ma sono d’accordo con Moncalvo quando dice occhio al caporalato bianco di alcuni Paesi Europei. L’Europa è una casa comune con regole e norme uguali per tutti, perchè quella che ci fa le pulci sul bilancio e contemporaneamente chiude gli occhi di fronte ai bambini che muoiono nelle stive nel Mediterraneo non è quella creata dai nostri padri fondatori”. Renzi conclude infine: “Dico no a una Europa che chiude gli occhi davanti ai bambini che muoiono nelle stive delle navi ma che guarda ai conti di un paese e fa le pulci ai bilanci. Non è questa l’Europa dei nostri padri”.

 

GM