Processo Gambirasio: gli strani “non ricordo” delle amiche di Yara

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio è stata vista per l’ultima volta in vita, oltre che dal suo assassino, anche dalle sue amiche, che in questi giorni stanno deponendo davanti ai giudici durante il processo, all’unico accusato di aver ucciso la giovane ginnasta: Massimo Giuseppe Bossetti. I legali del carpentieri di Mapello stanno provando a metterle sotto torchio: ogni minima cosa in questa fase del processo potrebbe essere molto importante. Le amiche –  come riporta il giornale.it – non ricordano nulla: “Sa che cosa c’è? Non so cosa risponderle: non mi ricordo”, afferma Silvia Sbrena. Gli avvocati la incalzano: “Ricorda di essersi scambiata un messaggio con suo fratello, alle 18.35?”. Risposta: “No”. Altro quesito: “E ricorda di averlo cancellato subito dopo?”.

E lei: “No, non ricordo”. “Ma non è strano che sia lei che suo fratello abbiate entrambi cancellato solo quello?”, chiede l’avvocato. Risposta: “Sì, forse. Ma se io non ricordo…”. Le chiedono: “Ricorda di aver visto Yara, seduta in palestra?”. “Se l’ho detto doveva essere così”. Ancora gli avvocati: “Ma si ricorda almeno di aver detto di aver ricevuto delle avances in palestra?”. “No, non ricordo”. Salvagni, legale del muratore prova a provocare la ragazza: “Ma come può aver dimenticato? Le leggo la sua deposizione!”. E allora lei: “Ah, sì, adesso che me lo dice, mi ricordo”. Si ricorda di aver pianto, a casa, la sera della scomparsa, come ha raccontato suo padre? “No, non ricordo. Ma se lui l’ha detto è possibile”. Secondo i legali dunque, sono troppi i “non ricordo” e fanno lievitare la temeratura del collegio difensivo. Silvia è l’unica persona, oltre a Massimo Bossetti, ad aver lasciato il suo Dna sui vestiti della 13enne di Brembate. Poi è il turno di Martina Dolci. “Ricorda di aver ricevuto il messaggio di Yara?”. E alllora anche lei ripete il ritornello: “No, non ricordo”. “Ricorda se Yara aveva degli amori, se parlava di ragazzi?”, insiste l’avvocato. E lei: “Veramente noi parlavamo poco di cose private, solo di ginnastica”. L’avvocato è incredulo: “Ma non eravate amiche per la pelle?”. E lei: “I nostri rapporti dipendevano soparattuto dalla ginnastica”.

MD