I ghiacciai della Siberia nascondono virus preistorici letali

Mollivirus Sibericum (foto dal web)
Mollivirus Sibericum (foto dal web)

Dal Permafrost, il terreno ghiacciato della tundra siberiana che si scioglie a causa del riscaldamento globale e delle trivellazioni, potrebbe emergere un virus che ha dormito per circa 30mila anni, attaccando l’uomo, che ovviamente non possiede difese immunitarie per contrastarlo. Lo scenario apocalittico per ora è soltanto supposto, ma la minaccia, secondo un’equipe di scienziati francesi, che ha pubblicato uno studio sull’americano Proceeding of the National Academy of Science, è davvero concreta.

Sostiene infatti Jean-Michel Claverie, dell’Università di Marsiglia, componente del team del Centro nazionale per le ricerche francese: “Poche particelle ancora infette possono essere sufficienti, in presenza di un ospite vulnerabile, a rianimare virus potenzialmente patogeni”. Tra l’altro, nei mesi scorsi, è stato isolato il Mollivirus sibericum, il quarto tipo di virus gigante ritrovato nello stesso campione di terreno. Il virus supera il mezzo micron e possiede oltre 500 geni, con caratteristiche dunque simili al più grande mai studiato, il Pandoravirus, scoperto dall’équipe dello stesso Claverie nel 2013.

“Se non stiamo attenti e industrializziamo queste aree senza le necessarie misure di sicurezza, corriamo il rischio di risvegliare virus come il vaiolo che pensavamo fossero debellati”, è il monito dello scienziato francese, che senza dubbio con i film apocalittici girati a Hollywood ha ben poco a che vedere.

GM