Prostituzione “made in China”, arresti eccellenti

Prostitute cinesi (GOH CHAI HIN/AFP/Getty Images)

Costringevano una serie di ragazze a prostituirsi nel triangolo fra le province di Brindisi, Lecce e Taranto e avevano messo in piedi un giro d’affari pari a circa 150mila euro al mese. Per questo stamattina sei persone sono state arrestate dalla Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Alberto Somma. Sia le vittime che i carnefici sarebbero di origine cinese, ma sembra ci siano anche degli italiani. Per gli arrestati, le accuse sono di associazione a delinquere dedita allo sfruttamento, all’induzione e al favoreggiamento della prostituzione.

In tutto sono dieci le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Brindisi, a cui si aggiungono cinque denunce a piede libero. Da quel che si apprende, ai vertici dell’organizzazione criminale ci sarebbe un docente universitario. Lo schema è quello classico: con la promessa di un lavoro e una vita nuova, le ragazze venivano attirate in Italia e poi ostrette con la forza della violenza e delle minacce a prostituirsi. Chi osava ribellarsi ai propri carnefici veniva minacciato di morte, come raccontato da una delle ragazze, che ha anche spiegato di aver subito angherie e violenza, oltre che minacce rivolte direttamente ai suoi familiari in Cina.

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GM