Riforme, Renzi teme la minoranza dem e vuole accelerare

Matteo Renzi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

E’ di ieri la scelta di Doris Lo Moro di abbandonare il tavolo del Pd sulle riforme costituzionali in Senato; una decisione sofferta, ma che dovrebbe consentire al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di avere mani libere per riuscire a incassare nel giro di breve il via libera dell’Aula di Palazzo Madama al progetto di riforma del suo governo. La senatrice bersaniana, rispetto alle modifiche proposta dalla minoranza dem sull’art. 2 riguardante il Senato non elettivo, ha messo in evidenza come ci si trovi di fronte a “un binario morto”.

La maggioranza del partito, invece, ha di fatto riunito un comitato ristretto composto dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il capogruppo Luigi Zanda, la presidente della Commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro, i senatori renziani Andrea Marcucci, Francesco Verducci, Franco Mirabelli. All’incontro ha partecipato anche Federico Fornaro della minoranza Pd. Secondo quanto si è appreso, dalla riunione è emersa una posizione – della quale si è fatto portavoce Zanda – che è quella di convocare una conferenza dei capigruppo per mandare al più presto il ddl in Aula, si dice già in settimana, subito dopo il voto odierno sulle missioni internazionali.

Secondo fonti della presidenza del Senato, Grasso – che nelle scorse settimane aveva preso una posizione decisa – non avrebbe reagito bene a questa ingerenza: “Finché resta questo Senato e il Regolamento è ancora quello in vigore, a convocare la conferenza dei capigruppo deve essere il presidente del Senato, e non altri”. Intanto, l’ex segretario dem Pierluigi Bersani, ospite in studio a ‘Dimartedì’, su La7, smentisce ancora una volta ipotesi di scissione interna, ma ammette: “Capirei chi votasse contro”.

Sul fronte delle opposizioni, Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio, ha affermato nei giorni scorsi: “Noi lo diciamo da tanto tempo, Renzi non ha i voti per fare approvare la riforma costituzionale al Senato. Tutto quello che sta dicendo in queste settimane, in questi mesi, sicurezza dei voti, compravendita dei transfughi, e così via, lo sta a dimostrare”. L’ex ministro ha sottolineato ancora: “Non ha i voti a Palazzo Madama. Non li ha mai avuti per la verità il Partito democratico, perché il patto del Nazareno era nato proprio per compensare i voti mancanti al Senato. Finito il patto del Nazareno il re è nudo, Renzi non ha i numeri per fare approvare la riforma costituzionale”.

GM