Ungheria: la polizia usa gas, cannoni ad acqua e spray urticante

Ungheria
(Christopher Furlong/Getty Images)

Situazione sempre più tesa al confine tra Serbia e Ungheria dopo che Budapest aveva deciso nei giorni scorsi di chiudere le frontiere e di arrestare chiunque metta piede su suolo ungherese in modo illegale. Un inasprimento legislativo al quale ha fatto seguito quello pratico, con la polizia sempre più severa e dura nei confronti dei profughi. Oggi arrivano notizie che riportano scene di vera e propria guerriglia tra agenti e migranti. La cronaca racconta di un gruppo di profughi che ha tentato di forzare il “muro” di filo spinato tanto voluto dal premier Orban. La polizia in tenuta antisommossa ha reagito molto duramente utilizzando cannoni ad acqua e lanciando lacrimogeni all’indirizzo di quelli che erano riusciti a superare la barriera. Si è rivisto anche il tanto temuto spray urticante, utilizzato dagli agenti anche contro i bambini qualche giorno fa.

Intanto è arrivata anche la prima condanna per il reato di immigrazione clandestina. Un profugo iracheno fermato qualche giorno fa è stato infatti espulso per un anno dal Paese con effetto immediato della sentenza. “Questo è un avviso per gli altri, ai potenziali trasgressori, sul fatto che non dovrebbero commettere questo crimine”, ha detto il giudice Krisztian Kemenes.

Intanto arriva l’ennesima condanna da parte della comunità internazionale a proposito delle iniziative di Budapest. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha detto: “Sono scioccato nel vedere come alcuni migranti e rifugiati sono trattati, non è accettabile. È gente che scappa da guerra e persecuzione e deve essere trattata con dignità umana”.

F.B.