“Votavo Lega, ora sono minacciato perché ospito profughi”

Migranti ospitati in un albergo (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Dopo le pesanti minacce subite, Giulio Salvi, titolare dell’hotel Bellevue che in Valtellina ospita da diversi mesi numerosi profughi, in un’intervista a ‘Repubblica’, spiega che queste “m ringalluzziscono. Vuol dire che sto facendo bene il mio lavoro”, inoltre chi si rivolge a lui con quel tipo di linguaggio “è gente disperata, che si fa sobillare”. L’utente che invita gli amici a “bruciare l’hotel che accoglie i profughi” è presente sul social con soprannome, cognome e foto personale e scrive: “Diamo fuoco all’albergo che sta a due minuti da casa mia”, aggiungendo poi che i profughi sarebbero “finti” e che l’albergatore guadagna con questa storia 4,5 milioni di euro.

L’albergatore dunque denuncia gli episodi, ma li descrive così: “Questi straparlano senza sapere niente. Fanno confusione”. Dietro al “questi”, c’è il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che “continua a chiamarli clandestini, strumentalmente. Non capisce, o finge di non capire, che i migranti ospitati negli alberghi non sono clandestini, ma profughi regolarmente censiti. Fotografia, impronte digitali. Poi gli danno il permesso di soggiorno”.

Salvi dice di parlare da ex elettore leghista: “Non hanno combinato niente. Nemmeno per le leggi sulla certezza della pena. La delinquenza non ha colore”. Infine, spiega che i 71 ospiti della sua struttura alberghiera si comportano bene: “A mezzanotte devono essere in camera. Ma se non gli fanno fare nulla impazziscono”.

GM