L’Occidente ha capito che ci vuole una guerra per sconfiggere l’Isis

Occidente Isis Siria
Ribelli siriani addestrati dagli Usa (ABD DOUMANY/AFP/Getty Images)

Forse ci volevano le iniziative militari di Putin in Siria per smuovere un po’ le acque. Oppure ci voleva la sferzante intervista di Assad che senza mezze misure ha attaccato Stati Uniti ed Europa accusate di non solo non combattere adeguatamente l’Isis, ma addirittura di appoggiarlo e finanziarlo. Sta di fatto che adesso da più parti arrivano annunci che fanno capire che qualcosa si sta muovendo.

Iniziamo dagli Stati Uniti. Washington ha addestrato per un anno i ribelli che avrebbero dovuto prima combattere Assad e ora l’Isis. Ma adesso si rende conto che questa strada è fallita, l’addestramento è andato male e non è arrivato alcun risultato soddisfacente. L’ex ambasciatore James Jeffrey ha detto: “Questo programma di addestramento ci sta costando mezzo miliardo di dollari, dovremmo avere formato 5.000 combattenti, non 50”, senza citare il fatto che qualche giorno fa questi ribelli sono stati sbaragliati dalla fazione Al Nusra, terroristi affiliati con Al Qaeda. Poi c’è il capitolo dei raid aerei. Funzionano abbastanza bene, distruggono postazioni Isis, ma poi di fatto non spostano i valori sul campo di battaglia.

Poi c’è la Russia che di fatto si è candidata ad un’insolita alleanza con gli Usa per sconfiggere l’Isis. L’idea di una grande coalizione anti-terrorismo c’è già, ma finora non prevedeva la partecipazione di Mosca. Come reagirà Obama?

Già pronte per un attacco ci sono il Canada, dove il leader conservatore ha detto “Non si può rifiutare l’intervento militare. Milioni di persone sono massacrate dallo Stato Islamico. Bisogna fare di più per affrontare le cause, e noi faremo di più”, la Francia, che sta compiendo raid aerei, ma si dice pronta ad un intervento più diretto e l’Inghilterra con Cameron che cerca le larghe intese sull’impegno militare in Siria.

Insomma qualcosa si muove e per l’Isis le ore potrebbero essere contate.

F.B.

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