Uccise la madre a coltellate: voleva unirsi all’Isis

Lisa Borch condannata
Lisa Borch (Facebook)

Sono stati condannati rispettivamente a 9 e 13 anni di carcere Lisa Borch, 15 anni, e il suo complice/fidanzato, il 29enne di origine irachene Bakhtiar Mohammed Abdullah, per l’omicidio della madre della ragazza, Tine Römer Holtegaard, avvenuto nell’ottobre del 2014 a Kvissel, in Danimarca.

Dietro il brutale omicidio – la donna fu sedata con sonniferi e accoltellata 20 volte – l’ostilità della madre verso la relazione della figlia e il divieto di unirsi all’Isis.

A tradire i due assassini e a permettere il loro arresto furono la versione non credibile della ragazza all’arrivo della polizia sulla scena del crimine – parlò di un tentativo di furto finito in tragedia – ma soprattutto le tracce di sonniferi presenti nel sangue della vittima e il rilevamento delle impronte digitali del giovane iracheno vicino al corpo. Inoltre, da un controllo sul pc della ragazza, emerse che, nelle ore precedenti l’assassinio, era stato visualizzato per ben 20 volte il filmato della decapitazione degli ostaggi britannici David Haines e Alan Henning, un fatto che, unito ad alcune testimonianze sulla ammirazione della giovane per l’Isis e alle prove raccolte, confermò come causa scatenante dell’omicidio il processo di radicalizzazione della quindicenne danese.

A causa delle accuse reciproche fra i complici, il processo non ha stabilito l’autore materiale dell’omicidio. Una volta scontati i 13 anni di carcere, Bakhtiar Mohammed Abdullah sarà espulso dalla Danimarca.

L. B.