Un nuovo terremoto devasta il Cile

Cile, paura dopo la scossa (VLADIMIR RODAS/AFP/Getty Images)

Intorno alle 20 ora locale, ieri sera, una scossa di terremoto di magnitudo 8.3 ha nuovamente messo in ginocchio il Cile. Si tratta della quinta scossa più forte di sempre, superiore a quella registrata il primo aprile 2014 al largo della costa settentrionale del Paese sudamericano. L’epicentro del terremoto è stato localizzato nella regione del  Coquimbo, a circa 400 km a nord della capitale, ad appena undici chilometri di profondità. Ci sono già almeno cinque vittime al momento accertate, ma si tratta di un bilancio quantomeno provvisorio.

Un’intera città di oltre 30mila abitanti, Illapel, è rimasta completamente senza luce; il sisma è stato chiaramente avvertito in diverse regioni del nord e del centro dell’Argentina, tra l’altro anche in città lontane dal Cile, quali Buenos Aires e Rosario, ma anche in Brasile e Uruguay, scuotendo di fatto l’intero continente sudamericano. Alla scossa è seguito un lunghissimo sciame sismico: 32 scosse registrate a cinque ore circa dal primo evento.

Scattata anche l’allerta tsunami, si temevano in arrivo sulle coste del Cile onde alte quattro metri ed stato avviato immediatamente il piano di evacuazione dei 5mila chilometri di spiaggia, con un milione di sfollati. Allarme anche per il Perù e le Hawai e le coste della California. L’allarme è stato poi ridimensionato dalla presidente del Paese, Michelle Bachelet: “C’è stato uno tsunami anche se la forza delle ultime onde è in diminuzione”.

La Bachelet si è mostrata molto prudente “di fronte a questo duro colpo della natura”, sottolineando come “ci possono essere, ha precisato, altre repliche. Stiamo quindi valutando minuto per minuto la situazione”. Dagli Usa intanto viene promesso aiuto, attraverso le parole su Twitter del portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby, che ha ricordato: “I nostri pensieri vanno alla gente del Cile questa notte”.

GM