Il Papa: “Non rubiamo l’infanzia ai nostri bambini”

Papa Francesco Bambini
(VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Papa Francesco ha parlato nell’udienza ai partecipanti al Simposio internazionale sulla Pastorale della strada, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Migranti e gli itineranti e si è concentrato sui più deboli, quelli che spesso finiscono per pagare più di altri il prezzo di determinate situazioni: i bambini.

Partendo dalla constatazione che “nessun bambino sceglie per contro suo di vivere in strada”, il Pontefice lancia il suo monito: “I bambini e le donne della strada non sono numeri, non sono “pacchi” da scambiare: sono esseri umani con un proprio nome e un proprio volto, con un’identità donata da Dio a ciascuno di loro. Sono figli di Dio come noi, uguali a noi, con gli stessi nostri diritti”. Il Papa ricorda che ci sono “tanti bambini che vengono derubati della loro infanzia, dei loro diritti, del loro futuro” e punta il dito contro la società odierna, quella della globalizzazione estrema e dell’egoismo diffuso che hanno portato “indifferenza, povertà, violenza familiare e sociale, tratta delle persone umane”, ma anche “separazioni coniugali e nascita di bambini fuori dal matrimonio”.

L’accusa di Papa Francesco contro questo tipo di società è molto chiaro: “Ogni bambino abbandonato o costretto a vivere nella strada, diventato preda delle organizzazioni criminali, è un grido che sale a Dio, il Quale ha creato l’uomo e la donna a sua immagine; è un grido di d’accusa contro un sistema sociale che da decenni critichiamo ma che facciamo fatica a cambiare secondo criteri di giustizia”.

Il Papa poi rivolge il proprio sguardo anche all’altra categoria che subisce più di altre determinati soprusi. Sono le donne, quelle costrette a vivere per strada e a guadagnarsi il sostentamento “vendendo il proprio corpo, sfruttate da organizzazioni criminali e, a volte, da parenti e familiari”. A questo proposito Bergoglio lancia un altro appello: “Tale realtà è una vergogna delle nostre società che si vantano di essere moderne e di aver raggiunto alti livelli di cultura e di sviluppo. La corruzione diffusa e la ricerca del guadagno a tutti i costi privano gli innocenti e i più deboli delle possibilità di una vita dignitosa, alimentano la criminalità della tratta e le altre ingiustizie che gravano sulle loro spalle. Nessuno può rimanere inerte di fronte all’urgente necessità di salvaguardare la dignità della donna, minacciata da fattori culturali ed economici!”

Secondo il Papa bisogna assolutamente “tutelare e promuovere la dignità” dei bambini e delle donne di strada, senza arrendersi e guardando a l’amore preferenziale di Dio Padre verso i più deboli ed emarginati”.

F.B.

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