Renzi: “I sindacalisti sono contro l’Italia”

Renzi
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

L’Italia ancora una volta chiusa per sciopero, i turisti di fronte al Colosseo e ai principali musei romani rimangono attoniti e a bocca aperta, non capiscono cosa stia accadendo. E a dire il vero anche molti italiani non comprendono le ragioni di determinati comportamenti. Fatto salvo il diritto di assemblea e di sciopero di ogni tipo di lavoratore, ci sono qui altri elementi da valutare, elementi che passano sempre in secondo piano e che potrebbero finire per mandare l’Italia stessa in secondo piano. Noi che dovremmo essere i primi per turismo culturale rischiamo di trovarci dietro a città meno ricche dal punto di vista museale e architettonico, ma più efficienti, più organizzate, veramente al servizio del turista.

Nella miriade di voci polemiche arrivate oggi si è aggiunta quella più importante, quella del premier Renzi che attraverso Twitter ha attaccato duramente i sindacati: “Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l’Italia. Oggi decreto legge #Colosseo#lavoltabuona”. D’accordo con lui anche il sindaco Ignazio Marino (“Uno schiaffo in faccia ai cittadini e ai turisti, uno sfregio per il paese”) e il ministro della Cultura Dario Franceschini (“Assemblea al #Colosseo e turisti fuori in fila. La misura è colma:oggi in Consiglio Ministri proposta Musei come servizi pubblici essenziali”).

Il ministro, dopo il tweet, ha approfondito in una nota ufficiale il proprio pensiero: “Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell’azione di governo, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l’attenzione del mondo sull’Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo ai più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo. Il buonsenso nell’applicare regole e nell’esercitare diritti evidentemente non basta più per evitare danni al proprio Paese”.

L’unica a difendere gli scioperanti non poteva che essere Susanna Camusso: “Stiamo diventando uno strano paese, ogni volta che c’è un’assemblea sindacale si dice che non si può fare, che è diventata una cosa che non è possibile. Capisco che si debba fare attenzione ai periodi di particolare presenza turistica, ma allora si dica chiaramente che i lavoratori non possono più avere strumenti di democrazia”.

F.B.

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