Suzy Favor Hamilton, dalle Olimpiadi alla prostituzione

Suzy Favor Hamilton, dalle Olimpiadi alla prostituzione
(Andy Lyons/Getty Images)

Suzy Favor Hamilton è una ex mezzofondista statunitense con 3 olimpiadi alle spalle: Barcellona 92, Atlanta 96 e Sidney 2000. La Hamilton, già finita sotto i riflettori per aver ammesso di essere caduta deliberatamente e finto di essersi ferita nella gara dei 1500 a Sidney,  quando si era accorta di non poter salire sul podio, ha da pochi giorni presentato ‘Fast Girl – A life spent running from madness’ – ‘Ragazza veloce, una vita passata a scappare dalla follia’.  E’ un libro di memorie che racconta la doppia vita della donna: Suzy, sportiva, testimonial, mamma e moglie perfetta, e Kelly Lundy, la sua alter ego, una superescort da 600 dollari l’ora.  Non è però una storia di prostituzione. La Hamilton, che in passato aveva avuto problemi di depressione maniacale e soffriva di un disturbo bipolare mai scoperto, dopo una diagnosi errata e la prescrizione di una farmaco sbagliato, iniziò una terapia inutile;  i suoi problemi si esasperarono e i medicinali  scatenarono una forma di ipersessualità, portandola a fare la escort a Las Vegas dal 2011 al 2012. “Mi sentivo inebriata, in un tunnel di luce e tutto quello che mi stava attorno ingrandito, di un’intensità incredibile: ero in cima al mondo” ha detto l’ex sportiva, cercando di spiegare le sensazioni provate durante gli attacchi maniacali. E sulla sua percezione della prostituzione ha aggiunto: “Era come se stessi camminando attraverso una stanza e mi sentivo così grande , così importante”. Il marito, Mark Hamilton, sapeva della doppia vita della donna ma pensava fosse una forma di fuga dalla depressione della quale soffriva da tempo. Finalmente, la diagnosi del disturbo bipolare e la lotta per tornare a una vita normale. “Dopo la diagnosi del disturbo bipolare – ha detto Mark Hamilton –  ho sentito un senso di sollievo. Tutti gli atteggiamenti insoliti di Suzy erano dovuti alla malattia, in particolare la componente sessuale. Ho iniziato ad accettare che le sue azioni a Las Vegas – tutto il sesso e ricerca di emozioni forti, i comportamenti distruttivi per lei, ma anche per la nostra famiglia e il matrimonio – erano dovuti al male”. Il libro ripercorre questa storia e il percorso da uscire dal tunnel della malattia, finalmente possibile grazie a cure mediche adeguate e il sostegno della famiglia.

L. B.