Tennis, Roberta Vinci non si ferma più: ”Top Ten e Olimpiadi i miei obiettivi”

Roberta Vinci  (Photo credit should read JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)
Roberta Vinci (Photo credit should read JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Galvanizzata dal successo con Serena Williams agli Us Open e dalla sconfitta, seppur onorevole, con la Pennetta nella finale di New York, Roberta Vinci sembra davvero aver iniziato la sua seconda giovinezza. La sua carriera sembrava andare verso la fine e invece questo exploit l’ha riportata agli onori delle cronache. E a differenza della collega-amica Pennetta, la tarantina non ha nessuna intenzione di mollare. Anzi, rilancia pure. Queste le sue parole a La Gazzetta dello Sport:La vittoria contro la Williams ha pesato sia fisicamente che mentalmente poi in finale e l’ho pagata. Sono entrata in sala stampa e per la prima volta mi sono trovata davanti 50 giornalisti, il mio cellulare ha ricevuto 500 whatsapp, la chiamata di Renzi… Sabato sera sono riuscita a tornare in albergo solo alle nove, ma la testa non si fermava. Sono entrata in campo stanca, ci siamo giocate praticamente la partita nel primo set. Non ho alzato la coppa ma dentro di me mi sento vincitrice. Ho dato il massimo, in quella finale ho messo tutto. Se avessi vinto mi sarei ritirato? No, continuo e con una consapevolezza diversa. Sono nelle prime 20, posso giocare tutti i tornei. Questa vita è pesante, sei sempre sotto esame, ma non mi ha ancora stancato. Se riesco a tenere questo tennis posso levarmi altre soddisfazioni. L’Olimpiade di Rio? Certo che ci penso, anzi a Francesco (il suo coach, ndr) l’ho detto da tempo. In base al ranking ne vanno 4 per paese più due doppi. Ma penso anche al singolo. Il doppio? Vedremo. Aggiunge fatica, perdi i riposi del singolo, è sempre una partita da giocare e vincere. Percentuali di tornare insieme a Sara? Non lo so, c’è tempo per parlarne, intanto mi ha messaggiato subito i complimenti. Il prossimo obiettivo? Entrare nelle migliori 10 al mondo. Sono partita per l’America che ero oltre il 50, ora sono nelle 20. Il mio tennis è diverso da tutte le altre, a volte funziona a volte no, ma se mantengo questo livello posso arrivare dove ormai non speravo più. Solo Francesco ci credeva”.

M.O.