Migranti, l’Italia ha già speso un miliardo per l’accoglienza

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(MARCELLO PATERNOSTRO/AFP/Getty Images)

Accogliere i migranti, pensare alla sistemazione nei centri d’accoglienza, portare avanti tutte le pratiche burocratiche per il riconoscimento eventuale del diritto d’asilo politico sono tutte operazioni che hanno un costo non indifferente per gli Stati che devono provvedervi. Il problema è che alcuni Stati sono più virtuosi di altri. E indovinate? L’Italia non figura tra quelli, anzi com’era immaginabile siamo tra quelli che sprecano più tempo e risorse per i migranti proprio per le solite inefficienze tipicamente italiane.

Nel nostro Paese chi chiede lo status di rifugiato passa in media 540 giorni nel centro d’accoglienza prima di avere una risposta. In Germania, uno dei Paesi più virtuosi, ci vogliono soltanto 90 giorni. Una bella differenza che si ripercuote anche sui costi. L’Italia spende 21mila euro per ogni profugo e quest’anno toccherà l’incredibile cifra di un miliardo. Una spesa record dovuta certamente all’aumento vertiginoso degli arrivi, ma anche e soprattutto alle lungaggini burocratiche italiane.

E pensare che il tempo per valutare la bontà o meno delle domande d’asilo dovrebbero essere di massimo 30 giorni. Dopo l’ottenimento dell’asilo ci vogliono poi sei mesi di corsi di lingua italiana e corsi di avviamento professionale. Dopo questo periodo la permanenza nei centri d’accoglienza dovrebbe finire. In Italia le cose vanno diversamente. Il tempo di permanenza nei centri d’accoglienza è di 12 mesi, con picchi a fino a 18 mesi, in particolare al Cara di Mineo, il Centro di accoglienza richiedenti asilo meno efficiente d’Italia, commissariato dalla Prefettura per i legami dell’ente gestore con Mafia Capitale. Solo il Cara di Mineo è costato a noi contribuenti ben 51 milioni di euro. Un dato indicativo di molti dei mali che attanagliano il sistema di accoglienza e gestione dei migranti in Italia.

F.B.